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Navigazione sul Verbano: serve un cambio radicale

La gestione italiana, frutto d'una concessione del 1957, ha fatto il suo tempo; uno studio suggerisce la creazione di una compagnia svizzera

La gestione italiana della navigazione sul Lago Maggiore, monopolista e statale, non soddisfa né il Ticino né la stessa Italia. In vista della scadenza della concessione del 1957 si prospetta dunque un cambio radicale, ventilato anche da un rapporto presentato lunedì alla Regio Insubrica.

Per risollevare la navigazione sul Verbano si potrebbe pensare alla creazione di una nuova compagnia svizzera, a condizione che venga esplorata la fattibilità a livello politico istituzionale e che ci sia una garanzia sui contributi pubblici per l'acquisto dei natanti.

È la raccomandazione contenuta nello studio condotto dall'Università di San Gallo e commissionato dall'Ente regionale per lo sviluppo del Locarnese, che ha comparato la situazione del Lago Maggiore con altre realtà svizzere.

Ne è risultato che per sfruttare al meglio il potenziale della navigazione è necessario diversificare l'offerta e integrarla alle opportunità turistiche della regione.

La concessione che dà diritto all'Italia di gestire la navigazione sul Verbano scadrà l'anno prossimo. A oggi, Roma non ha ancora inoltrato la domanda di rinnovo a Berna, che deve essere presentata entro la fine del 2015.

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