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Torna a crescere il numero di frontalieri

Dopo il leggero calo registrato nel 2018, il numero di frontalieri che lavorano in Svizzera è di nuovo progredito tra gennaio e marzo di quest'anno. La crescita più forte è stata registrata in Ticino.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 maggio 2019 - 13:31
tvsvizzera.it/mar con RSI (Tg del 7.5.2019)
La regione dell'arco lemanico (nella foto dei frontalieri che scendono dal battello a Losanna) è quella che assorbe il maggior numero di lavoratori provenienti da oltre confine. Keystone / Jean-christophe Bott

L'anno scorso il numero di frontalieri in Svizzera era sceso di poco più di 2'000 unità: alla fine del 2018 i lavoratori provenienti da oltre confine erano 313'787, contro i 315'810 registrati l'anno precedente, stando alle cifre pubblicate martedìLink esterno dall'Ufficio federale di statistica.

Nei primi mesi del 2019, è invece stata registrata un'ulteriore progressione. Alla fine di marzo, erano impiegati 316'758 frontalieri, il numero più elevato da sempre. La crescita rispetto al trimestre precedente è stata dello 0,9%.

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La più forte variazione - +2,9% - è stata registrata in Ticino. Nel cantone a sud delle Alpi, i frontalieri sono ora 63'869. Rispetto ai primi tre mesi del 2018, vi è però stato un calo dell'1,2%. Complessivamente in Svizzera lavorano 72'297 frontalieri italiani.

La regione dell'arco lemanico è quella che continua ad assorbire il maggior numero di frontalieri. Tra Ginevra e Vaud sono infatti quasi 120'000, principalmente provenienti dalla Francia. In seconda posizione – con oltre 69'000 persone – vi è la Svizzera nord-occidentale (Basilea e Argovia).

Circa due terzi dei frontalieri (oltre 211'000) lavorano nel settore terziario, mentre quello secondario assorbe il restante terzo. Marginale la proporzione di impiegati nel settore primario, con meno di 2'000 persone.

Il servizio della RSI:

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