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Maroni: "Zona franca in Lombardia"

Keystone

Il governatore lancia la proposta dopo l'accettazione dell'iniziativa dell'UDC "contro l'immigrazione di massa"

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 febbraio 2014 - 17:16

"Chiederò a Letta, con urgenza, una zona franca in Lombardia in cui la tassazione delle attività produttive sia allineata a quella della Svizzera". Così il governatore della
Lombardia, Roberto Maroni, in due interviste alla RSI e al Corriere della Sera dopo l'accettazione dell'iniziativa dell'UDC "contro l'immigrazione di massa".

"Nelle zone di confine esistono sempre alcuni problemi che dipendono dalla diversità dei due sistemi. Per questo, voglio chiedere a Letta l'istituzione di una fascia di confine, come già avviene per i prezzi dei carburanti, in cui la tassazione sia allineata a quella Svizzera", spiega.

La questione aperta dei ristorni

"Accolgo con rispetto l'esito del voto, quando il popolo si pronuncia chi governa deve tenere conto delle indicazioni", afferma Maroni. A preoccuparlo di più è la questione aperta sui ristorni, la quota delle tasse pagate dai lavoratori frontalieri che tornano ai comuni italiani di confine: "Non vorrei che Saccomanni, per avere qualche concessione sullo scambio dei dati riguardo ai depositi bancari in Svizzera, consentisse la revisione del trattato sui ristorni che in ottobre compirà quarant'anni".

Per il presidente leghista della Lombardia "se questo accadesse, sarebbe un grave problema per i comuni lombardi i cui residenti pagano le tasse in Svizzera ma godono delle prestazioni pubbliche e di welfare italiane". A riguardo, aggiunge: "Da quanto mi risulta, Letta dovrebbe essere a Milano domani, e gli chiederò un incontro urgente".

ats/redMM

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