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Malumori per i migranti a Lavena

La gestione sarà affidata alla Caritas di Como

La gestione sarà affidata alla Caritas di Como

(RSI/SdR)

Commenti di timore e rabbia sul web; il sindaco: "Siamo preoccupati"

La notizia dell'arrivo di una cinquantina di migranti nella ex caserma della GdF di Lavena Ponte Tresa (leggi il nostro articoloLink esterno) sta creando molti malumori nel paese rivierasco di confine. La polemica corre sul web, i social network sono invasi da commenti che vanno dal timore di avere gli stranieri a 20 metri dalle scuole del paese, fino alla rabbia contro lo Stato per aver preso questa decisione senza tenere conto delle perplessità del sindaco, dei municipali e della popolazione. Nella serata di venerdì, secondo alcuni giovani del territorio, potrebbe tenersi anche una manifestazione non autorizzata nella cittadina.

La preoccupazione del sindaco

Pietro Roncoroni, in una missiva al Prefetto di Varese, ha detto chiaramente di essere preoccupato per i rapporti con la vicina Svizzera, per la possibilità che queste persone possano utilizzare le sponde del Ceresio per raggiungere, magari a nuoto a rischio di annegare, il Ticino. In alcuni casi non serve nemmeno grande sforzo, basti pensare allo stretto di Lavena, dove Ticino ed Italia sono divisi solo da 10 metri di acqua. Lo stesso sindaco ha detto di temere per le "difficoltà"che le forze dell'ordine locali già vivono senza questa ulteriore pressione ed ha chiesto altri agenti nell'area.

Un protocollo di sicurezza

Dalla Prefettura hanno assicurato che sarà stabilito un protocollo di sicurezza, la caserma sarà presidiata e ci saranno orari per uscire e tornare dallo stabile e chi non li rispetterà sarà mandato al centro di accoglienza di Milano. Lo stesso prefetto, ha ribadito il sindaco, ha detto di avere già preso contatti con le autorità svizzere per spiegare tempi e modalità circa l'arrivo di queste persone in fuga dai propri paesi.

sdr

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