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Le zone franche non vanno temute

Il centro logistico Gucci a Sant'Antonino tipress

Mauro Baranzini si esprime sull'ipotesi di Zone Economiche speciali per le imprese in Lombardia

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 luglio 2014 - 17:59

"Il Ticino non ha da temere" la prospettiva di Zone Economiche speciali (ZES) in Lombardia con agevolazioni fiscali per le aziende. È questa l'opinione del professor Mauro Baranzini sul progetto di legge al Parlamento di Roma, che il Consiglio regionale lombardo si appresta a votare.

Il testo, che punta con evidenza a frenare la partenza di aziende lombarde verso il Ticino, non manca di sollevare polemiche nei nostri ambienti politici. I timori si concentrano sugli effetti per il tessuto imprenditoriale del Ticino, dove tutte queste ditte si sono intanto insediate.

"Il ritorno in Lombardia di queste imprese, che io stimo a basso valore aggiunto, non dovrebbe costituire una catastrofe", sostiene l'economista, aggiungendo che le ZES potrebbero anche indurre un calo del flusso di frontalieri nel cantone.

L'ipotesi delle ZES non va insomma drammatizzata. "Non credo che il Ticino debba guardare al futuro, attirando unicamente industrie a basso valore aggiunto e - soprattutto - che causano dumping salariale", sottolinea inoltre Baranzini.

Alex Ricordi

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