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Le ONG denunciano, "Troppi migranti respinti a Chiasso"

Da luglio è cresciuta la quota dei richiedenti asilo rimandati in Italia dalle guardie elvetiche. A Como giunti i primi container per i profughi accampati alla stazione

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 agosto 2016 - 19:42

Alle frontiere ticinesi vengono respinti i due terzi delle persone che si presentano senza documenti. Una situazione che viene stigmatizzata da organizzazioni non governative secondo cui le procedure adottate alle dogane non sono conformi al diritto internazionale. A suscitare interrogativi è l'incremento del numero di migranti privi di documenti respinti, circa 7'000, da inizio luglio.

Secondo Amnesty International oltre la metà dei profughi viene rimandata in Italia dopo brevi colloqui senza interprete da parte delle guardie di confine mentre la competenza dell'esame delle domande d'asilo spetterebbe alla Segreteria di Stato della migrazione (SEM). C'è poi la questione dei minorenni non accompagnati che non avrebbero ottenuto la presa a carico nonostante il diritto internazionale preveda per questa categoria di migranti una tutela particolare.

Ma suscitano la perplessità degli operatori umanitari anche i controlli sistematici sui treni in transito a Chiasso, una misura che gli accordi di Schengen consentono temporaneamente solo in presenza di comprovate esigenze di ordine pubblico.

Intanto a Como sono arrivati i primi container che dovranno accogliere i profughi attualmente accampati alla Stazione San Giovanni. Ne saranno collocati una cinquantina nel centro temporaneo che con il supporto della Caritas provvederà anche alla distribuzione dei pasti. C'è comunque da registrare che la pressione migratoria nel capoluogo lariano e alla frontiera sud sembra essersi leggermente attenuata nell'ultima settimana.

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