La Banca Nazionale mette in crisi le finanze cantonali
La BNS dovrebbe chiudere il 2015 con perdite attorno ai 30 miliardi di franchi. Questo significherebbe che non distribuirebbe utili ai Cantoni che a loro volta lo avevano già messo a preventivo
Pospettive finaziarie a tinte fosche per la Svizzera e il Ticino legate all’attività della Banca Nazionale. Secondo la stampa svizzero tedesca l’istituto accuserà una perdita di 30 miliardi per il 2015. Una previsione che, se confermata, rischia seriamente di peggiorare i conti pubblici dei cantoni, tra cui il Ticino. Sentiamo la reazione del consigliere di Stato ticinese Christian Vitta.
Articoli più popolari
Altri sviluppi
Relazioni italo-svizzere
Venezia in vendita? Tra nozze da favola e proteste popolari
Abbassare il riscaldamento per ridurre la dipendenza dal gas russo: è una proposta che vi convince? Quali altri soluzioni sarebbero attuabili?
Contrariamente ad altri Paesi europei, la Svizzera dipende solo in minima parte dal gas naturale. Questa fonte rappresenta infatti circa il 15% dei consumi energetici complessivi della Svizzera e viene usata soprattutto per il riscaldamento. Quasi la metà del gas consumato in Svizzera viene però dalla Russia e anche nella Confederazione si cercano soluzioni per…
Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.
Per saperne di più
Altri sviluppi
Perdite miliardarie per la Banca Nazionale
Questo contenuto è stato pubblicato al
La perdita d’esercizio registrata nel 2015 dalla Banca Nazionale Svizzera ammonterebbe a 30 miliardi di franchi. A dirlo è il domenicale svizzero tedesco Schweiz am Sonntag secondo cui la principale imputata per questo risultato è la forza del franco. Principale imputata per il risultato sarebbe la forza del franco. Dopo l’abbandono della soglia minima di…
Franco forte, impatto negativo su industria e commercio
Questo contenuto è stato pubblicato al
Le imprese ticinesi hanno sofferto, meno di quelle svizzere, la decisione della Banca Nazionale Svizzera di eliminare il cambio fisso. Lo indica un’inchiesta, condotta dall’Istituto di Ricerche Economiche dell’USI, anche se l’impatto è stato inferiore alle attese, commercio e industria hanno subìto il colpo.
Questo contenuto è stato pubblicato al
Per la prima volta dall’abbandono da parte delle autorità monetarie elvetiche, lo scorso 15 gennaio, del cambio minimo euro-franco la valuta europea torna sopra la soglia psicologica di 1,10 franchi. In pratica l’euro ha dimezzato il suo deprezzamento con la divisa elvetica seguito alla mossa della Banca nazionale svizzera. Una situazione che era vista con…
Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.