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IPUS di Chiasso, decretato il fallimento

L'Istituto, già accusato di abuso di titoli universitari, non versa il salario da mesi all'ex rettore; la Pretura ne ha accolto le richieste

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 settembre 2016 - 19:30

Alle porte dell'Istituto IPUS di Chiasso sono stati messi i sigilli. La pretura di Mendrisio Sud ne ha decretato il fallimento. Il legale della scuola ha però annunciato che opporrà ricorso.

Questo ragazzo accompagnato dalla mamma [cfr. video] ha chiamato ieri l'Istituto, con cui ha concordato un appuntamento per oggi alle 14. Ad attendere il giovane però, una spiacevole sorpresa.

La pretura di Mendrisio sud ha infatti decretato il fallimento di IPUS -l'Istituto di alta formazione, già accusato di abuso di titoli universitari- accogliendo le richieste dell'ex rettore, che non percepiva il salario da mesi. Sigilli alle porte, sequestro del materiale contabile e sito internet inaccessibile.

Ancora in corso, peraltro, è un procedimento penale contro i responsabili dell'Istituto, che ha preso il via dopo le segnalazioni di decine di ex studenti, che ritengono di aver pagato per delle prestazioni mai ricevute. La decisione della Pretura di Mendrisio Sud - sostiene Daniele Iuliucci, avvocato dell'ex rettore- probabilmente avrà un influenza sul procedimento penale.

Quella del fallimento, è una notizia che ha colto IPUS di sorpresa. L'Istituto opporrà ricorso. Se l'effetto sospensivo sarà concesso, verranno interrotti gli interventi dell'Ufficio esecuzione e fallimenti.

Se però il ricorso non dovesse essere accolto, IPUS ha già pronta una soluzione per i suoi 350 studenti: i corsi continueranno online, oppure in Albania, presso l'università con la quale IPUS ha una convenzione. Non è ancora stato deciso, però, chi pagherà per chi sceglierà questa seconda opzione.

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