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Infermiere rinviato a giudizio per abusi

Il 52enne del Bellinzonese avrebbe compiuto stupri e maltrattamenti su otto anziane pazienti

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 marzo 2016 - 21:37

La procura ha rinviato a giudizio un infermiere del Bellinzonese, arrestato nel dicembre del 2014. Alle Criminali il 52enne dovrà rispondere di abusi e maltrattamenti, che avrebbe compiuto su otto vittime (tutte donne in età avanzata). La maggior parte era degente in istituti o case anziani del Bellinzonese e della Leventina. Due di loro ricevevano invece cure a domicilio.

Il reato più grave è quello di violenza carnale, per lo stupro che l'operatore sanitario avrebbe commesso ai danni di una disabile. Altre tre pazienti avrebbero inoltre subìto dei toccamenti. Da qui anche l'ipotesi di atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere. E poi i maltrattamenti, giuridicamente considerati come coazione. Si parla di strattoni, e del fatto che l'infermiere mischiasse, in un unico piatto, le portate dei pasti.

Il 52enne è accusato infine di abbandono e falsità in documenti. La vicenda riguarda stavolta un uomo, ricoverato in casa anziani. L'imputato non avrebbe segnalato l'infezione di cui era affetto, alterando successivamente i contenuti della sua cartella clinica. L'infermiere, che nega ogni addebito, è tuttora in carcere. Per lui nessuna scemata responsabilità: al momento dei fatti – ha stabilito la perizia psichiatrica – era completamente capace d'intendere e volere.

Francesco Lepori

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