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Tre anni per settemila carte bancarie clonate

Apparecchio impiegato per l'acquisizione illecita di dati dalle carte bancarie. KEYSTONE/Ennio Leanza

Due cittadini bulgari di 33 e 39 anni sono stati condannati in Ticino a 3 anni di reclusione, di cui 15 mesi da espiare, per aver clonato o tentato di clonare oltre 7 mila carte bancarie o di credito tra il 2016 e il 2017.

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 febbraio 2018 - 20:15
tvsvizzera.it/ri con RSI (Quotidiano del 02.01.2018)

Giovedì 1° febbraio, la Corte delle Assise criminali presieduta dal giudice Agnos Pagnamenta ha deciso per gli imputati, riconosciuti colpevoli di acquisizione illecita di dati e abusi di un impianto di elaborazione, anche l'espulsione dalla Svizzera per 15 anni.

Le modalità della truffa

Un classico caso di skimmingLink esterno: sugli apparecchi bancomat venivano installati apparecchi di lettura delle bande magnetiche e microcamere, così da copiare i dati delle carte, e osservare di nascosto i codici di sicurezza digitati dai detentori.

I congegni -smontati prima che gli addetti alla sicurezza potessero notarli, e rimontati poco dopo su altri sportelli elettronici- hanno consentito un ragguardevole numero di colpi.

Oltre settemila carte

Dal 28 agosto 2016 al 13 maggio scorso, tra tentati e riusciti, si contano oltre 7 mila skimming, di cui una parte nel canton Vaud e più di 5 mila in Ticino.

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Tra le località più colpite risultano Monteceneri (1666), Bellinzona (1180), Cugnasco (998), Sant’Antonino (950) e Sementina (756).

I dati sottratti erano inviati in Indonesia, per essere caricati su carte vergini.

Un "modesto" bottino

I due imputati, arrestati la scorsa primavera e in regime di espiazione anticipata, trascorreranno in tutto 15 mesi dietro le sbarre (gli altri 21 mesi sono sospesi per tre anni) per un bottino di poco più di 57 mila franchi.

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