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Il Ticino a due anni dal "9 febbraio"

Mentre s'attende la proposta di Berna sull'applicazione dell'iniziativa 'contro l'immigrazione di massa', il Cantone presenterà un modello flessibile

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 febbraio 2016 - 22:06

A due anni dall'approvazione in votazione popolare dell'iniziativa dell'Unione democratica di centro (UDC) denominata 'Contro l'immigrazione di massa', si attende la proposta di applicazione del Consiglio Federale.

Ma il Ticino non sta a guardare e, a breve, presenterà il suo modello di 'clausola di salvaguardia'. Parola d'ordine: flessibilità.

9 febbraio 2016. Due anni dopo il voto, di concreto c'è ben poco. Resta solo un anno, peraltro, per concretizzare quanto deciso dal popolo. La soluzione messa sul tavolo dal Consiglio federale per uscire dall'impasse sembra essere la 'clausola di salvaguardia' che scatterebbe superata una certa soglia di immigrazione.

Il Governo ticinese ha però pronta la sua proposta, di clausola di salvaguardia. Il modello sarà presentato nelle prossime settimane, al momento si stanno ancora sensibilizzando le autorità federali [cfr. video].

Un modello che tiene conto delle diverse realtà regionali con parametri quali le differenze salariali, la disoccupazione e il costo della vita, e che sarebbe compatibile -dichiara il consigliere di Stato Christian Vitta- con l'Accordo sulla libera circolazione delle persone firmato con l'Ue.

Una clausola di salvaguardia unilaterale sarebbe invece applicabile solo con la disdetta degli accordi bilaterali. Ciò che preoccupa il mondo dell'industria ticinese, che attende i prossimi passi.

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