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Il presidente del governo ticinese: "stop al dialogo con Roma"

Il presidente del Consiglio di Stato ticinese Norman Gobbi Ti-Press

Per Norman Gobbi le discussioni sul fisco tra Svizzera e Italia sono inutili, specie se non includono la questione dell'accesso al mercato italiano

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 ottobre 2015 - 11:22

Il dialogo sulla fiscalità tra Svizzera e Italia è "superficiale" e andrebbe interrotto. È quanto dichiarato dal presidente del governo ticinese Norman Gobbi in un'intervista pubblicata oggi, giovedì, dalla Neue Zürcher Zeitung.

L'accesso totale al mercato italiano sarebbe benefico per i servizi finanziari del Canton Ticino, sottolinea. "Purtroppo però in queste discussioni il tema non viene affrontato". "L'accordo sui frontalieri", ha aggiunto, "non corrisponde alle aspettative del governo ticinese". Per questi motivi la Confederazione dovrebbe porre la parola fine ai negoziati.

Il tema dell'accordo sui frontalieri con l'Italia era stato al centro di un incontro a fine agosto tra l'esecutivo presieduto da Gobbi e la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, capo del Dipartimento federale delle finanze. La nuova convenzione punta a rendere il Ticino meno allettante per i lavoratori italiani delle zone di confine.

Nell'intervista concessa alla NZZ, il consigliere di Stato leghista torna sulla questione del casellario giudiziale. Come direttore del Dipartimento delle istituzioni del Canton Ticino, Gobbi ha introdotto la richiesta sistematica della fedina penale ai frontalieri ed è stato criticato per questo anche da Berna, che ritiene la prassi contraria agli accordi di libera circolazione con l'UE.

Norman Gobbi mantiene la sua posizione. Il presidente del Consiglio di Stato ticinese dichiara di comprendere le critiche della Confederazione, ma a suo avviso "il Consiglio federale ha già giocato tutte le sue carte migliori" e la delegazione elvetica "non ha più nulla di concreto in mano".

ats/mrj/tvs

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