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I clochard di Lugano

Dormono in barca, sulle panchine o nelle case abbandonate. Anche il Ticino ha i suoi senzatetto

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 dicembre 2014 - 15:44

La famosa via Nassa, la casa da gioco, il lago, il battello coi turisti, la piazza della Riforma con i ristoranti e i portici, le boutique con le firme più prestigiose, le banche, cinesi e giapponesi a caccia di affari nei negozi di orologi contrassegnati dalla marche più prestigiose. Questa è Lugano.

Poi c'è la sala multicinema, lo stadio, il piazzale dove ogni anni arriva il tendone del circo. I mezzi pubblici funzionano, i treni sono puntuali e "voi in Svizzera state bene", si sente spesso dire.

Ma a Lugano ci sono anche altre realtà che spesso nemmeno i ticinesi conoscono. Esistono, ad esempio a pochi passi dallo stadio e dal lungolago, anche i rifugi di fortuna, una sorta du cuccia per i senzatetto di Lugano. Nessuno sa con precisione quanti sono, l'ulltimo monitoraggio sui senza dimora risale ormai a 10 anni fa.

In Ticino ogni anno centinaia di persone fanno richiesta di un alloggio d'emergenza, ma la maggior parte di queste richieste vengono respinte.

È una realtà spesso oscura, in questo servizio cerchiamo di fare un po' di luce.

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