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Frontalieri e crisi, la Lombardia vuole le zone speciali

La Regio Insubrica intende sopravvivere al declino delle province

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 ottobre 2014 - 19:28

La risposta alla delocalizzazione delle imprese in Svizzera possono essere le zone economiche speciali (ZES) a fiscalità agevolata. Lo ha ribadito Francesca Brianza, presidente della Commissione dei rapporti con la Confederazione elvetica della Regione Lombardia. Il progetto, che coinvolge i comuni di confine delle province di Como, Varese e Lecco, avrebbe il duplice vantaggio di restituire attrattività economica a queste regioni e, conseguentemente, creare interessanti prospettive occupazionali per queste regioni in cui è molto diffusdo il frontalierato.

Sui rapporti transfrontalieri si è discusso lunedì 29 settembre a Villa Recalcati a Varese nel corso dell'assemblea della Comunità di lavoro Regio Insubrica. L'associazione, che comprende le province di Como, Varese, Verbania, Lecco e Novara e il Cantone Ticino, intende rilanciarsi in questa fase di trasformazione (al ribasso) delle province, coinvolgendo le regioni Lombardia e Piemonte nel futuro assetto istituzionale che sarà delineato.

Il ventilato modello dei Gruppi europei di cooperazione territoriale, soggetti al diritto UE, potrà essere preso in considerazione solo in parte vista la partecipazione del cantone italofono. In questo senso a Villa Recalcati è stata confermata la sede in Ticino, cantone che continuerà a designare il segretario della Regio.

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