“Fa mia ul Bergum”
Un documentario racconta l’emigrazione bergamasca arrivata nel Mendrisiotto a partire dall’inizio del ‘900. Persone che provenivano quasi esclusivamente da una piccola Valle Bergamasca: la Valle Caleppio, molte famiglie rimasero per sempre in Ticino. Un viaggio con i testimoni di questo mondo.
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L’emigrazione bergamasca in Ticino
“Fa mia ul bergum“, era un’espressione una volta molto diffusa e che oggi si sente sempre di meno. Sì, perché i bergamaschi sono stata un’importante manodopera, quasi unica in Svizzera fino agli anni ’50. Una forza lavoro quasi “monopolistica” nel settore primario. Infatti i falciatori e boscaioli delle nostre valli provenivano in maggioranza dalle Valli bergamasche.
Ma ieri come oggi, non sempre tutti erano bene accetti. Considerati grandi lavorartori e apprezzati da certuni, per altri rubavano le donne e il lavoro degli Svizzeri! L’emigrazione bergamasca arrivata nel Mendrisiotto a partire dall’inizio del ‘900, proveniva quasi esclusivamente da una piccola Valle Bergamasca: la Valle Caleppio, molte famiglie rimasero per sempre in Ticino. Si potrebbe dire una vera e propria colonia che da Adrara San Martino, Adrara San Rocco, Viadanica, Foresto Sparso e Villongo è arrivata a Mendrisio, Novazzano, Rancate, Riva San Vitale e in valle di Muggio.
Insomma un’ emigrazione che ha percorso solo cento chilometri, si fa per dire, per approdare in luoghi orografici molto simili a quelli lasciati. I nomi che troviamo nei cimiteri della Valle Caleppio sono quelli che in parte troviamo nei cimiteri del Mendrisiotto. Passata una o due generazioni molti si dimenticano delle proprie origini. Ma c’è anche chi si ricorda molto bene e non vuol dimenticarle e chi le riscopre. Un viaggio con gli ultimi testimoni di questo mondo.
Il documentario è di Bruno Bergomi ed è andato in onda nel programma della RSI StorieCollegamento esterno.
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