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Espulsioni, marcia indietro del Governo ticinese

Gli stranieri con figli svizzeri non potranno, entro certi limiti, essere allontanati solo per motivi economici

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 ottobre 2016 - 19:19

Il Governo ticinese ha deciso d'attuare un approccio meno rigido nei riguardi delle procedure di rilascio dei permessi di soggiorno per quei cittadini stranieri genitori di minorenni elvetici. Il Consiglio di Stato, in un comunicato diramato giovedì, ribadisce che per revoche motivate da motivi gravi rimarranno sempre valide le attuali procedure basate sul rigore estremo. L'Esecutivo precisa, inoltre, che la decisione odierna non influenza i provvedimenti già adottati fino ad oggi.

Il Governo sottolinea di aver condiviso "l'idea di tutelare di principio i rapporti familiari tra minorenni" svizzeri e genitori stranieri. Si è stabilito che padre o madre con passaporto estero non saranno allontanati per motivi economici, a condizione che assolvano i loro doveri genitoriali garantendo il sostentamento economico dei figli.

L'Esecutivo precisa che il rispetto della nuova prassi attuata avrebbe portato l'Ufficio della migrazione a prendere una decisione diversa "solo nello 0,9% dei casi trattati". Infatti, su un totale di 456 decisioni negative emesse dal 1° gennaio 2010 al 30 giugno 2016, solo quattro decisioni avrebbero avuto un esito diverso.

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