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Enderlin, "sono innocente"

Primo interrogatorio davanti ai pm del consigliere comunale luganese, che nega ogni addebito

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 giugno 2014 - 21:17

Davide Enderlin è stato interrogato per la prima volta dai magistrati inquirenti oggi, lunedì, al carcere Marassi di Genova.

Il consigliere comunale luganese, arrestato lo scorso 22 maggio in Italia, continua a negare gli addebiti, come già aveva fatto davanti al Giudice per indagini preliminari (GIP). Secondo l'accusa avrebbe partecipato attivamente alla maxi truffa ai danni della banca Carige di Genova, riciclando una ventina di milioni di euro.

Accuse, queste, fermamente contestate dall'esponente del PLRT: "Non facevo parte di nessuna associazione e quel che ho fatto è stato alla luce del sole", ha asserito davanti ai pm Silvio Franz e Nicola Piacente.

Secondo gli avvocati difensori, Enderlin ha sì partecipato all'operazione di compravendita dell'albergo Holiday Inn di Paradiso attingendo ai fondi della società immobiliare IHC, ma ignorava la provenienza illegale - questo almeno sostengono gli inquirenti - di quei soldi. Non avrebbe inoltre avuto nessun incarico fiduciario dagli ex dirigenti della banca a loro volta finiti in carcere.

Questa tesi è stata sostenuta anche davanti al Tribunale del riesame, la cui udienza si è tenuta in mattinata per modificare le condizioni cautelari disposte dal GIP e ottenere gli arresti domiciliari per il 42enne. La decisione è attesa per i prossimi giorni.

CSI/Red.MM

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