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Elezioni svizzere, preoccupati i sindaci sulla frontiera

La sterzata a destra è vista come l'esplicitazione di un malessere verso i frontalieri

Le elezioni federali in Svizzera sono state seguite con molto interesse anche oltre confine, in quei comuni italiani che dipendono per la loro economia dai frontalieri.

Sulle due sponde del Lago Maggiore si respira un clima di preoccupazione e titubanza il giorno dopo il voto favorevole alla destra. "Questo è un voto populista, che vuole rassicurare gli svizzeri sul problema frontalieri. Sono certa che le cose non cambieranno ma sicuramente non siamo felici di com'è andata", confessa la sindaca di Verbania, Silvia Marchionini.

Queste città di confine, spesso troppo lontane da Roma quando chiedono miglioramenti stradali, si ritrovano ora davanti anche una Svizzera sempre più chiusa in se stessa. "Dobbiamo continuare a collaborare tra noi. Noi siamo amici della Svizzera e la Svizzera è amica nostra", dice risoluto il sindaco di Cannobio, Giandomenico Arbertella. Nessuno però riesce a nascondere la preoccupazione per il rischio di perdere i posti di lavoro e quindi il proprio benessere economico. "La Svizzera per noi è un esempio di democrazia, non posso pensare che ci chiudano fuori", cerca di rassicurare il sindaco di Maccagno, Fabio Passera.

Alessandra Miglio, assessore allo sviluppo economico di Luino, ritiene che durante la campagna elettorale sia partita un'ondata di chiusura nei confronti degli italiani. "E' stata molto dura, puntata sulla polemica e sul creare dispetti che rischiano di toccarci personalmente". Una tornata elettorale che lascia il lato italiano del confine molto spaventato e attento.

Laura Fazzini/alaNEWS

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