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Effetto frontiera (1990)

tvsvizzera

Su incarico del Consiglio d'Europa, l'Ufficio Ricerche Economiche (ora Istituto IRE) venne incaricato di effettuare uno studio sulle discriminazioni in Europa, Svizzera e Ticino a danno dei lavoratori frontalieri

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 marzo 2014 - 16:25

Furono esaminati diversi flussi transfrontalieri tra i vari Paesi. Ne uscì un quadro complesso, capace di rivelare, tra le altre cose, anche le più sottili discriminazioni dovute spesso alla mancata armonizzazione delle legislazioni, ad esempio sul piano della tassazione o dei contributi sociali. Sapevate che...?

Il tema del mercato del lavoro transfrontaliero è un tema complesso e negli anni sono sicuramente cambiate molte cose. In questo periodo però è attuale più che mai, soprattutto in Svizzera, dopo l'oramai ben nota data del 9 febbraio. È quindi interessante sbirciare in questo filmato d'archivio, datato 1990, estratto da una trasmissione di approfondimento economico, per vedere se le analisi di quegli anni sono state confermate o smentite coi fatti.

Negli anni 1990 ci si stava preparando ad un'Europa senza frontiere che consentisse la libera circolazione su più livelli; inoltre veniva contemplata anche la preoccupazione del mercato del lavoro frontaliero, contrario a una libera circolazione dei lavoratori, al di qua e al di là dei confini, tra diversi Paesi (ad es. Italia/Svizzera, Francia/Germania, Beglio/Germania, e tanti altri). Il Consiglio d'Europa, consapevole della problematica complessa, decise di commissionare uno studio tra le diverse nazioni sulle discriminazioni giuridiche, sociali, fiscali e altro a danno dei lavoratori frontalieri.

In base ai risultati dello studio il Consiglio d'Europa avrebbe poi elaborato proposte per alleviare o abolire del tutto le disparità di trattamento che sarebbero emerse dallo studio.

Per un riassunto della situazione guardo la trasmissione del 1990 della Televisione svizzera.

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