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Dramma di Muzzano, la piccola è morta in 20 minuti

La bambina lasciata in auto era sana, l'ipertermia è l'unica causa di morte; i familiari la credevano scesa dalla vettura; nessun segno che abbia lottato per uscirne

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 agosto 2015 - 21:58

La piccola Chayenne, la bambina turgoviese di sei anni morta lo scorso 21 luglio in un campeggio a Muzzano, è spirata una ventina di minuti dopo essere stata lasciata in automobile dalla madre e dalle sorelle. La temperatura di circa 45 gradi le ha provocato un collasso cardio-circolatorio.

Lo ha stabilito l'autopsia allegata nei giorni scorsi agli atti dell'inchiesta, referto che ha escluso eventuali concause da aggiungere all'ipertermia: la bambina era perfettamente sana.

Non aveva inoltre segni particolari sul corpo: apparentemente non ha lottato per tentare di uscire dalla vettura, impresa peraltro impossibile poiché le portiere -comprese quelle anteriori- erano chiuse.

Le indagini hanno pure accertato che la madre e le sorelle della piccola non hanno deciso di lasciarla in auto perché stava dormendo, dimenticandosi in seguito di lei.

In realtà nessuna di loro, al momento di scendere, l'ha vista, forse perché era già chinata tra i sedili, dove circa tre ore e mezza dopo è stata trovata esanime.

Intanto la madre, mentre preparava la cena, in un'occasione aveva chiesto notizie di Chayenne e dei bambini le avevano risposto che era in piscina. Ha dunque notato la sua assenza solo al momento di mettersi a tavola.

Toccherà ora alla procuratrice Fiorenza Bergomi decidere se abbandonare o no il procedimento penale contro la donna.

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