Diplomazia Entro fine anno l'accordo sui frontalieri

Di Riccardo Franciolli e Enrico Marra
Conte e Sommarugra a Palazzo Chigi

I due capi di governo hanno intrattenuto lunghe conversazioni telefoniche durante il lockdown. Fatto che ha permesso di avanzare in molti dossier, quello dei frontalieri compreso.

Keystone / Filippo Attili Us Handout

Il nuovo accordo sulla tassazione dei lavoratori frontalieri sarà firmato entro la fine dell’anno. Lo hanno dichiarato la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga e il premier italiano Giuseppe Conte al termine di un incontro tenutosi martedì a Roma.

La pandemia ha avvicinato Svizzera e Italia. È un concetto che Simonetta Sommaruga ha più volte ripetuto durante l’incontro ufficiale a Roma, a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte prima, e al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo. “Con il premier Conte – ha sottolineato Sommaruga – ci siamo sentiti al telefono molte volte, più che con qualsiasi leader europeo. E in questi continui contatti non abbiamo parlato solo di pandemia bensì di molto altro. Ciò ci ha permesso di avanzare anche in diversi dossier bloccati da tempo”.

“La crisi - ha confermato il premier italiano - ci ha dimostrato ancor più come i nostri destini siano legati tra loro" e quanto si possa "guadagnare da una proficua collaborazione bilaterale". Non da ultimo sulla questione dei frontalieri. A questo proposito Conte ha informato sui progressi fatti dal ministero dell'Economia (presente il viceministro Misiani responsabile del dossier italiano) nel negoziato sul trattamento fiscale dei lavoratori frontalieri: “Vogliamo un accordo quanto più possibile favorevole nel reciproco interesse e auspichiamo che possa essere raggiunto entro fine anno".

Che sia davvero la volta buona dopo cinque anni di continui rinvii? Sembrerebbe proprio di sì. Simonetta Sommaruga ha infatti affermato di essere "molto contenta che sull'accordo sull'imposizione dei lavoratori frontalieri abbiamo potuto avanzare con i lavori, concretizzando e definendo i parametri di una soluzione". Abbiamo constatato con Conte, ha poi aggiunto Sommaruga, "che esiste questa intesa per avanzare molto rapidamente, questo vuol dire anche firmare questo accordo prima della fine di quest'anno".

Non solo frontalieri

Tra i temi del colloquio, naturalmente la bocciatura del popolo svizzero dell'iniziativa "per un'immigrazione moderata". Il voto del fine settimana e la volontà degli svizzeri di mantenere la libera circolazione delle persone ha spinto il premier Conte a confermare che l’Italia osserverà ancora più attentamente lo sviluppo a livello strategico dei negoziati tra Bruxelles e Berna sull'accordo quadro istituzionale e “cercherà di favorire ogni possibile progresso in questa direzione. La pandemia – ha aggiunto Conte – ha insegnato soprattutto che occorre collaborare a livello internazionale.”

Un accordo quadro con l’Unione europea che stenta a decollare. A Roma era presente anche Roberto Balzaretti, segretario di Stato e capo della Direzione degli affari europei nonché coordinatore di tutti i negoziati con l’Ue. Presenza che sottolinea l’importanza che la Confederazione dà a questo accordo quadro.

Proprio durante la conferenza stampa tenutasi all'ambasciata svizzera a Roma, Simonetta Sommaruga ha confermato che i colleghi di governo sono tutti d’accordo di dare un nuovo slancio ai negoziati con Bruxelles. E l’amicizia dell’Italia potrebbe venire molto utile, anche se tra le righe si è potuto capire che di “amici” in certi negoziati non è sempre facile poter disporre. Il servizio da Roma sulla visita ufficiale:

Potenziare la ferrovia

I due capi di governo hanno anche parlato dell'importanza dei collegamenti ferroviari tra nord e sud Europa e, in particolare, del completamento delle trasversali alpine, con l'apertura recente della galleria di base del Monte Ceneri, e della volontà di rafforzare la linea del Sempione.

Ciò non avrà solo ripercussioni economiche positive per i due Paesi, le cui relazioni economiche sono importanti come sottolineato da Conte, ma consentirà anche di spostare parte del traffico merci dalla strada alla ferrovia.