Navigation

Cosa si può dire (e cosa no) agli arbitri

Sul sito della Federazione ticinese di calcio, un prontuario con lista degli insulti e relative sanzioni; tra i più gravi: "arbitro venduto"

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 dicembre 2016 - 21:21

Cosa si può dire e cosa no all'arbitro in campo: da oggi è un po' più facile saperlo. Sul sito della Federazione Ticinese di Calcio, alla sezione regolamenti, è possibile consultare un prontuario delle sanzioni valido per tutte le partite, con la lista nera degli improperi da evitare con il giudice di gara.

Gli insulti sono divisi per gravità e per sanzioni comminate: si passa da un "analfabeta" o un "va a pascolare le capre", che garantiscono una giornata di squalifica, a "rimbambito" o "tambur" che di giornate ne fanno sparire due più 80 franchi di multa.

Via via fino a francesismi irripetibili per cui si sborsano 150 franchi e si sta in panchina per 5 gare. Tra gli insulti peggiori, il famigerato "arbitro venduto", poiché lede l'onore dell'uomo col fischietto.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: tvsvizzera@swissinfo.ch

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.