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Como e Varese, sconfitta la Lega



Gunnar Vincenzi, sindaco di  Cantello

Gunnar Vincenzi, sindaco di Cantello

(sdr)

IL PD di Renzi ha vinto in tutte le province che confinano con il Canton Ticino eleggendo i propri presidenti

La Lega Nord, dopo oltre 20 anni di dominio politico in Provincia di Varese e Como, ha perso i due rappresentanti locali più importanti, i presidenti di provincia. Le votazioni si sono svolte ieri, domenica 12 ottobre, ma lo spoglio è cominciato lunedì mattina, riservando più di qualche sorpresa a cominciare proprio dallo "spodestamento" della Lega Nord a vantaggio dei candidati del Partito Democratico Gunnar Vincenzi e Maria Rita Livio, rispettivamente sindaco di Cantello e di Olgiate Comasco. Questi sono i nuovi presidenti targati PD usciti dai territori dove erano contrapposte più liste.

Alle votazioni per l'elezione del presidente hanno partecipato solo gli eletti dei Comuni e non i cittadini e le liste presentate erano "civiche", senza simboli politici ma ugualmente sostenute e "sponsorizzate" da coalizioni di centro destra e centro sinistra. Non solo Como e Varese al voto, anche altre province insubriche hanno visto la vittoria del PD, ma non poteva essere altrimenti perché solo il PD ha espresso candidati: nuovi presidenti di centro sinistra quindi anche a Lecco, nel Verbano Cusio Ossola ed a Novara. Un fatto mai accaduto se si pensa che anche l'Ente transfrontaliero, la Comunità di Lavoro della Regio Insubrica, fatto salvo per il consigliere di Stato o ministro Norma Gobbi, della Lega dei Ticinesi, avrà al suo interno tutti politici del partito di Matteo Renzi.

Chi si aspetta grandi cambiamenti nei territori di frontiera con questo rinnovo di persone edi cariche rimarrà un po' deluso. Lo Stato italiano ha infatti depotenziato gli Enti politici di secondo livello come le province ed il potere decisionale ora è in parte è in capo alle Regioni ed in capo a Roma stessa. Questo creerà, secondo gli esperti, maggiore confusione sommato pure al fatto che ci sono continui tagli di risorse e che le province del profondo Nord non riescono nemmeno a fare fronte alla manutenzione di strade e parchi. La grande beffa potrebbe essere proprio questa: una legge voluta dal PD, votata dal PD a Roma, toglierà buona parte delle deleghe alle province rendendole ulteriormente inutili, "svuotandole" dal punti di vista amministrativo, rendendo impossibile agli eletti decidere su temi fondamentali per la vita dei cittadini.

Va infine ricordato che, per effetto di questa modifica da parte del legislatore, tutti gli eletti in questa infornata elettorale non percepiranno nemmeno un ghello per il lavoro che svolgeranno. Forse sarà possibile costruire un filo diretto tra le autorità svizzere, questo sì, è lo Stato centrale attraverso tanti esponenti politici, taluni conoscenti di persona del presidente del Consiglio italiano. Rimane il dato politico, che è la sconfitta del centro destra nell'era Renzi, con la vittoria del Partito Democratico in tutte le province che confinano con la Svizzera italiana. Un politico di sinistra di lungo corso presente allo spoglio a Varese, dopo aver saputo i dati, ha ironicamente detto che il prossimo annuncio ai ticinesi sarà "arrendetevi, siete circondati".

sdr

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