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Chiusa l'asta per gli immobili italiani in Ticino

Bisognerà attendere per sapere se il Comune di Locarno potrà rientrare in partita per l'acquisto dei tre immobili

Una vicenda che nasce per un misunderstanding. Quella dei 3 stabili di proprietà dello Stato italiano in Ticino, per la precisione tra via della Posta e Piazza Fontana Pedrazzini (Locarno). Era questa la settimana cruciale per sapere se lo Stato italiano avrebbe esaudito la richiesta del comune di Locarno di sospendere l'asta.

La ragione? Un "pasticcio" a livello di comunicazione che ha impedito al municipio sopracenerino di preparare un'offerta per potersi aggiudicare gli edifici, presenti all'interno della stessa municipalità, che verranno adibiti a scopi culturali.

Il termine per presentare le proposte d'acquisto dell'ex vice-consolato, di villa Igea e della casa d'Italia a Locarno scadeva mercoledì a mezzogiorno. Oltre a questi, la scadenza riguardava anche le offerte per l'altra casa d'Italia in vendita a Bellinzona.

Quello che si sa è che l'asta, almeno per ora, non è stata annullata e che alcune buste con nomi e offerte sono state recapitate al Consolato generale d'Italia a Lugano, ma il governo di Roma non fa sapere nient'altro.

Giovedì il Consolato d'Italia nominerà una commissione di valutazione che (forse) farà emergere altri dettagli importanti.

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