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Chiusa l'asta per gli immobili italiani in Ticino

Bisognerà attendere per sapere se il Comune di Locarno potrà rientrare in partita per l'acquisto dei tre immobili

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 aprile 2015 - 20:00

Una vicenda che nasce per un misunderstanding. Quella dei 3 stabili di proprietà dello Stato italiano in Ticino, per la precisione tra via della Posta e Piazza Fontana Pedrazzini (Locarno). Era questa la settimana cruciale per sapere se lo Stato italiano avrebbe esaudito la richiesta del comune di Locarno di sospendere l'asta.

La ragione? Un "pasticcio" a livello di comunicazione che ha impedito al municipio sopracenerino di preparare un'offerta per potersi aggiudicare gli edifici, presenti all'interno della stessa municipalità, che verranno adibiti a scopi culturali.

Il termine per presentare le proposte d'acquisto dell'ex vice-consolato, di villa Igea e della casa d'Italia a Locarno scadeva mercoledì a mezzogiorno. Oltre a questi, la scadenza riguardava anche le offerte per l'altra casa d'Italia in vendita a Bellinzona.

Quello che si sa è che l'asta, almeno per ora, non è stata annullata e che alcune buste con nomi e offerte sono state recapitate al Consolato generale d'Italia a Lugano, ma il governo di Roma non fa sapere nient'altro.

Giovedì il Consolato d'Italia nominerà una commissione di valutazione che (forse) farà emergere altri dettagli importanti.

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