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Chiasso e i migranti sull'A2

Viaggio tra opinioni e spiegazioni di chi, i tentativi di attraversamento del confine, li vede da vicino

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 luglio 2016 - 15:09

"Sì sì, io li ho visti. Erano seduti vicino al bordo della strada e io ero in macchina con un amico". Queste le parole di un abitante di Chiasso - incontrato davanti alla stazione - che confermano quanto riportato dalle autorità e dai media. Sono molti gli automobilisti che, ascoltando negli ultimi giorni gli annunci di Viasuisse, hanno appreso della presenza di un gruppo di migranti che procedeva a piedi lungo l'autostrada a pochi chilometri dal confine.

I dati statistici parlano di un calo delle domande d'asilo, ma alla frontiera svizzera gli arrivi sono sempre più numerosi. Circa 1'000 le entrare illegali registrate settimanalmente. Chi entra senza permesso viene fermato e riammesso in Italia sulla base di un accordo stipulato tra i due paesi. La percezione degli abitanti di Chiasso è però quella di un flusso migratorio in netta crescita. C'è chi dà la colpa all'estate e al bel tempo. C'è chi pensa che le autorità debbano intervenire in maniera più incisiva.

Tra i tanti profughi che non riescono a rimanere in Svizzera c'è anche chi ce l'ha fatta e ha trovato un lavoro, come ci ha raccontato un giovane afghano. A essere convinto di riuscirci altrettanto bene è un ragazzo eritreo, arrivato da 2 giorni, ma volenteroso di imparare l'italiano e di inserirsi: "a settembre inizierò la scuola".

CaL

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