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Catastrofi, esercitazione congiunta Svizzera-Italia

Una serie di incidenti e incendi, e 3’000 persone impegnate, nella simulazione "Odescalchi"

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 giugno 2016 - 19:50

Militari, pompieri, soccorritori delle ambulanze, poliziotti, personale delle Ferrovie federali svizzere (FFS), sanitari, militi della Protezione civile PCi, piloti della Guardia aerea svizzera di soccorso REGA, funzionari e giornalisti della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI). All'incirca 3'000 persone da domenica mattina sono impegnate nell'esercitazione internazionale Odescalchi con epicentro a Chiasso che proseguirà fino a martedì mattina. I movimenti di uomini e mezzi sono in corso da alcune ore, coordinati dallo stato maggiore posto a Rivera.


La situazione di catastrofe (simulata) è cominciata con il deragliamento di un treno passeggeri a Monte Olimpino. Poi un incidente ferroviario a Chiasso coinvolge un merci carico di combustibile. Si sviluppano grandi esplosioni e una nube tossica minaccia la popolazione sui due lati del confine. E poi, visto che le tragedie non arrivano mai sole, seguono incendi e incidenti con altre centinaia di feriti.

Obiettivo è simulare l'intesa tra autorità elvetiche e italiane, enti civili e militari e tra chi deve occuparsi di gestire l'emergenza acuta e chi dovrà pensare al ritorno alla vita normale.

Diem

La Radio svizzera di lingua italiana segue l'esercitazione con due inviati della Squadra esterna della Rete Uno, dalle 7 alle 17, ma vi partecipa pure con il Canale di servizio Odescalchi realizzato dalla RSI nell'ambito del mandato di servizio pubblico della Società svizzera di radiotelevisione, che in caso di crisi e/o allarme è l'organo d'informazione ufficiale delle autorità che garantisce un filo diretto con la popolazione in ogni momento e in qualunque situazione.

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