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Casellario per frontalieri, Roma si rivolge all'Ue

L'annuncio dell'azione italiana è stato fatto a Milano ©Ti-Press

Chiesta una procedura d'infrazione contro l'obbligo di certificazione a carico di lavoratori transfrontalieri e dimoranti in Ticino

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 luglio 2015 - 18:14

L'Italia ha chiesto alla Commissione Ue di avviare una nuova procedura di infrazione contro la Svizzera in merito alla decisione del Ticino di obbligare i frontalieri a presentare un estratto del casellario giudiziale. La notizia è emersa ieri a Milano nel corso della Commissione regionale speciale sui rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica. Ma il provvedimento non sembra incontrare favori anche all'interno della Confederazione.

«Berna ha già fatto sapere al Ticino che le misure introdotte a inizio anno nei confronti dei frontalieri non sono conformi agli accordi bilaterali con l'UE», ha osservato da parte sua Martin Reichlin, della Segreteria di Stato della migrazione (SEM). In proposito l'Ufficio federale della migrazione aveva infatti scritto al presidente del governo ticinese Norman Gobbi, invitandolo a revocare l'obbligo di certificazione per la manodopera transfrontaliera e i dimoranti (permesso B).

Del resto la stessa consigliera federale Simonetta Sommaruga, titolare del dipartimento competente (DFGP), aveva già reso attento il governo ticinese che questa misura non avrebbe rispettato l'accordo bilaterale sulla libera circolazione delle persone ed era pertanto da considerarsi "inammissibile". Per Berna sarebbe invece ipotizzabile la richiesta, per questa categoria di lavoratori, di una semplice dichiarazione autografa sugli eventuali precedenti penali.

Nelle scorse settimane l'Italia aveva chiesto all'UE di aprire un'altra procedura d'infrazione nei confronti della Svizzera per l'aumento, ritenuto discriminatorio, del moltiplicatore delle imposte comunali a carico dei frontalieri dal 78% al 100%, deciso dal parlamento ticinese. Tutto questo mentre sono in corso le trattative tra Berna e Roma per rinnovare l'accordo sui frontalieri del 1974 e su cui negli scorsi mesi era stato trovato un'intesa di massima.

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