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Campagna 'Leggi!' Distribuzione del Corano da vietare nei comuni

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Servizio del Quotidiano sulla lettera inviata ai comuni a proposito delle campagne di distribuzione del Corano

La campagna di distribuzione del Corano 'Lies!' è anticostituzionale e va vietata anche in Ticino. È la posizione del Dipartimento delle Istituzioni del Cantone, che in una lettera inviata a tutti i municipi invita a respingere queste manifestazioni su suolo pubblico. Il Consiglio nazionale, la camera bassa del parlamento svizzero, aveva accettato una mozione in questo senso lo scorso settembre.

Lies (dal tedesco: leggi!) è un’organizzazione salafita islamica che predica e distribuisce il Corano per strada. A livello federale, e in alcuni comuni, la possibilità di vietarglielo è molto dibattutaLink esterno.

Una campagna anticostituzionale

Ora, secondo la conferenza intercantonale dei Dipartimenti di giustizia e polizia, la campagna di Lies è anticostituzionale perché accostata ad azioni di radicalizzazione e reclutamento jihadista. Una posizione cui si è allineato il Dipartimento delle IstituzioniLink esterno ticinese, che invita i comuni a respingere azioni di proselitismo, per quanto il sud delle Alpi non sia ancora davvero toccato dal fenomeno.

“Lies è un’azione partita dalla Germania che si è poi estesa ai cantoni germanofoni del nostro Paese”, precisa il consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi, ministro delle Istituzioni. “Sappiamo però che ci sono anche altri tipi di attività che provengono da sud e questa sensibilizzazione è volta, in generale, a prevenire il proselitismo sul nostro territorio soprattutto a fini estremisti e islamisti”.

Chiarezza dopo il precedente di Zurigo

Il governo di Zurigo si era detto contrario alla distribuzione del Corano nelle strade, ma il Consiglio federale (governo centrale) ha sostenuto lo scorso 7 settembre che non ci sono margini di manovra per impedirlo, a livello giuridico. La competenza di un divieto di manifestare su suolo pubblico rimane tuttavia dei comuni.

“Abbiamo visto a Zurigo uno scontro tra Città e Cantone, cioè tra il capodicastero della Città e il consigliere di Stato. Qui vogliamo evitare questo; la lettera e il parere giuridico diramato servono soprattutto a dare gli strumenti ai nostri municipi per poter agire con pienezza di competenza ma soprattutto con decisioni formalmente corrette”.

Verso un divieto a livello federale?

Il Consiglio degli Stati, la camera alta del parlamento federale, dovrà ora pronunciarsi sulla mozioneLink esterno già accettata dal Consiglio nazionale.

tvsvizzera.it/ri con RSI (Quotidiano del 05.10.2017)

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