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I frati ticinesi guardano alla Lombardia

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I conventi della Svizzera italiana si svuotano. Quello dei Cappuccini di Lugano è chiuso, mentre a Bigorio –in Capriasca- sono rimasti in tre. Da qui, la richiesta di affiliazione alla Provincia dei Frati Minori Cappuccini di Lombardia, che con i suoi 300 membri potrebbe inviare nuove leve, per evitare di chiudere altre strutture.

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 maggio 2017 - 16:13
tvsvizzera.it/ri con RSI (Quotidiano del 23.05.2017)

Il calo di vocazioni è continuo: negli anni Sessanta, i frati Cappuccini erano poco meno di 700 in Svizzera, più di 50 nella Svizzera italiana. Oggi sono 130 nel Paese, di cui solo 20 a sud delle Alpi.

“È una crisi che nasce da una mancanza di fede o di formazione religiosa che parte dalle famiglie”, rileva fra Roberto Pasotti, vicario del convento del BigorioLink esterno. “I conventi si sono svuotati e non c’è più stato ricambio”.

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I Francescani sudalpini hanno quindi chiesto di lasciare l’egida di Lucerna per passare, o per meglio dire: tornare, a una guida lombarda. Costituiranno comunque “una realtà giuridica propria, governata da un custode”, spiega fra Michele Ravetta, guardiano del Bigorio. Rimarranno negli attuali quattro conventi, che il custode dovrà sforzarsi di mantenere vivi, nella speranza di ricevere nuove forze.

Intanto, il Bigorio continua a ospitare attività culturali e seminaristiche, generando introiti che servono a mantenere il convento stesso. Può anche contare sul sostegno di una associazione di AmiciLink esterno. “Importante per noi”, sottolinea il segretario Edo Bobbià, al di là degli appuntamenti culturali, “è che la nostra gente sappia quanto è bello il Bigorio e faremo tutti gli sforzi possibili per far conoscere questo luogo incantevole”.

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