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Bici elettriche: paese che vai, casco che indossi

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Due svizzeri multati a Verbania, dove si erano recati con le e-bike, poiché non indossavano un casco da motociclista

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 aprile 2016 - 22:43

Multati perché non indossavano il casco adeguato. È successo a due ciclisti svizzeri che si sono recati in Italia con le loro biciclette elettriche. La legge europea è infatti più severa di quella svizzera.

È successo a due soci del Touring Club Svizzero: in gita a Verbania con le loro e-bike sono stati multati perché portavano un casco da ciclista anziché da motociclista.

Ma non è tutto. "La cosa che ha sorpreso di più", spiega il portavoce del TCS Renato Gazzola, "è che oltre alla multa per il casco non omologato, la legge italiana prevede il fermo tecnico del mezzo per 60 giorni con un aggravio pecuniario".

Ciò succede non con la bici "lenta", il cui motore aiuta il ciclista fino al raggiungimento dei 25 km/h, bensì con quella veloce, che spinge fino ai 45 km/h.

In Svizzera, come all'estero, quest'ultima comporta l'obbligo dello specchietto, della targa, di un casco e della patente. Ma all'estero è considerata un motociclo: quindi ci vogliono casco e patente adeguati.

Per saperne di più: Il casco della discordiaLink esterno

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