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Bellinzona, e dopo Alptransit?

Tavola rotonda su quali opportunità offre (e quali rischi comporta) l'entrata in funzione della trasversale ferroviaria; l'esempio di Visp (VS)

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 settembre 2015 - 21:30

Fra poco più di un anno, la stazione di Bellinzona sarà la porta d'accesso al Ticino per chi giunge da nord attraverso la Nuova trasversale ferroviaria alpina Alptransit: cosa cambierà per la regione? Quali opportunità, ma anche quali rischi, si presenteranno dopo la galleria di base del San Gottardo?

Se n'è parlato nel corso di una tavola rotonda, alla presenza del sindaco di Bellinzona, Mario Branda, e il direttore del Gruppo svizzero per le regioni di montagna, Thomas Egger.

Base della discussione, l'esperienza di Visp, cittadina vallesana che si è radicalmente trasformata dopo l'apertura -nel 2007- della galleria di base del Lötschberg. Anch'essa fa parte del progetto ferroviario Alptransit.

Durante la tavola rotonda, è emerso soprattutto il timore per l'aumento del traffico merci che attraverserà la città: passeranno fino a 180 convogli al giorno.

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