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Armani, aperto il dialogo tra vertici e sindacati

Rimangono però sconosciute le sorti della sede di Mendrisio, a rischio da 30 a 130 posti; Ocst soddisfatto della promessa di un piano sociale

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 febbraio 2016 - 20:24

È durato quasi tre ore l'incontro di mercoledì mattina tra il sindacato Ocst e i vertici della Armani Swiss Branch, ma ancora non si conoscono le sorti della ditta con sede a Mendrisio. L'Ocst si dice comunque soddisfatto, poiché l'azienda sembra disposta a mettere a punto un piano sociale per chi sarà toccato da eventuali cambiamenti.

Quasi tre ore di attesa e poi fuggi fuggi generale da parte dei vertici dell'azienda e della delegazione del personale. L'incontro con il sindacato Ocst è concluso ma delle sorti della Giorgio Armani Swiss Branch se ne sa come prima. Non si sa se è in atto un raggruppamento di tutto il brand a Milano, non si sa quando potrebbe avvenire, non si sa se una parte dell'azienda rimarrà a Mendrisio e non si sa nemmeno quanti dei 130 dipendenti, di cui una trentina residenti, saranno toccati dalle scelte dei vertici.

L'azienda che si occupa di logistica, amministrazione e recupero crediti avrebbe però confermato che è in atto un cambiamento. Se il sindacato Ocst ne sa di più, certo non lo fa trapelare. Poche informazioni anche sul numero di dipendenti che avrebbe accettato di trasferirsi in Lombardia con uno stipendio, si dice, decurtato del 40-50%.

Se ne saprà probabilmente di più dopo l'incontro fissato dalle parti per il 26 febbraio prossimo.

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