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"Traffico transfrontaliero insostenibile"

Metà di tutto il traffico in Ticino è dovuto ai frontalieri. Ora il consigliere di stato Claudio Zali pensa a una strategia globale per ridurre i disagi: potenziare i mezzi pubblici, favorire il "car pooling" e tassare i posteggi

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 settembre 2015 - 18:04

Il traffico di transito ai valichi doganali italo-svizzeri aumenta di anno in anno. Le cose stanno ulteriormente peggiorando a causa della crisi economica che ha spinto sempre più lavoratori italiani, soprattutto lombardi, a cercare lavoro in Ticino. Ora i frontalieri sono quasi 65mila e le strade ticinesi, come ci ha raccontato il consigliere di stato Claudio Zali, possono sopportare l'entrata di circa 40mila lavoratori.

Per cercare di risolvere il "problema traffico", il canton Ticino ha deciso di avere dei dati concreti per cercare di reagire nel modo più corretto possibile. Recentemente ha così promosso un censimento per capire meglio questo transito transfrontaliero.

I dati sono chiari. La maggior parte delle persone che entrano in Ticino sono lavoratori. E quasi tutti viaggiano da soli (88% delle vetture era infatti occupata dal solo guidatore) e dispongono sul posto di lavoro un posteggio gratuito.

Ora il consigliere di stato Claudio Zali, cifre alla mano, cerca di trovare le soluzioni giuste per ridurre il traffico di transito dei lavoratori transfrontalieri. Come? Preparando una strategia complessiva che si riassume in due frasi: potenziare il servizio pubblico e disincentivare il traffico privato.

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