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"Ticino non discriminarci"

Piero MArchesi, presidente cantonale UDC, il partito che ha lanciato l'iniziativa tipress

Mercato del lavoro: l'iniziativa popolare "Prima i nostri" chiede di iscrivere nella Costituzione cantonale il principio della "preferenza indigena". I frontalieri non ci stanno

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 settembre 2016 - 11:57

La pressione sul mercato del lavoro in Ticino ha portato il partito di destra UDC (Unione democratica di centro) ha lanciare un'iniziativa popolare dal titolo inequivocabile "Prima i nostri". In breve, gli iniziativisti chiedono "semplicemente" di introdurre nella Costituzione cantonale il principio della cosiddetta "preferenza indigena", ovvero a parità di competenze professionali la preferenza va data a un residente in Ticino (anche straniero ma domiciliato in Ticino) e non a una persona residente all'estero. In parole povere, la precedenza va data a un ticinese e non a un frontaliere.

Questo quanto chiede l'iniziativa. Ora spetta al popolo ticinese esprimersi. L'appuntamento alle urne è per il prossimo 25 settembre.

Preoccupazione italiane

"Spero negli elettori ticinesi affinché non diano seguito a teorie e richieste insostenibili e poco democratiche". Ad manifestare questo desiderio è Antonio Locatelli, coordinatore provinciale dei frontalieri del Verbano Cusio Ossola. E aggiunge: "è però giunto il momento che le nostre istituzioni, a qualsiasi livello, si sveglino e prendano seriamente di petto queste continue azioni discriminatorie che penalizzano non solo i frontalieri, ma tutta l'economia di frontiera".

Antonio Locatelli non si limita però ad esprimere un desiderio. Il coordinatore dei frontalieri dela Verbano Cusio Ossola aggiunger anche che "se il risultato del referendum dovesse penalizzarci ci sarebbero gli estremi per bloccare gli accordi bilaterali con la Confederazione Elvetica".

red/ats

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