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"Prima i nostri", allarme in Italia

Il tweet di Paolo Gentiloni

Il tweet di Paolo Gentiloni

(tvsvizzera)

Preoccupazione per i lavoratori italiani dopo il sì all’iniziativa ticinese

Non si sono fatte attendere le reazioni oltre frontiera in merito al "sì" all'iniziativa cantonale "Prima i nostri". Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, ha voluto rassicurare gli oltre 60'000 frontalieri che ogni giorno si recano in Ticino a lavorare, affermando che "da domani la regione predisporrà adeguate contromisure per difendere i diritti dei nostri concittadini lavoratori". "Accettiamo l'esito del referendum – aggiunge – ma vigileremo perché ciò non si traduca in una lesione dei diritti dei nostri concittadini lombardi".

Il post di Roberto Maroni

Il post di Roberto Maroni

(tvsvizzera)

Il tweet di Lara Comi

Il tweet di Lara Comi

(tvsvizzera)

"Errare è umano, perseverare è diabolico - afferma invece Francesco Dotti, vicepresidente della Commissione per i rapporti con la Confederazione - Anche questo voto, come già accaduto il 9 febbraio 2014, non avrà applicazioni pratiche".

Chi auspica un intervento del Governo italiano per tornare al dialogo è Sydney Rampani, dell'Associazione Frontalieri Ticino: "Capisco le motivazioni di fondo (…) ma a questo punto l'accordo fiscale Italia-Svizzera non può andare in porto. Ora mi aspetto un intervento del nostro Governo".

Il tweet di Paolo Gentiloni

Il tweet di Paolo Gentiloni

(tvsvizzera)

RSI/NEWSLink esterno/ATS/ludoC

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