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"No al blocco dei ristorni"

Fabio Regazzi, presidente della deputazione ticinese alle Camere Tipress

Lo ha deciso la deputazione ticinese al termine del vertice con la consigliera federale Widmer-Schlumpf

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 giugno 2014 - 14:51

La deputazione ticinese alle Camere federali ha dichiarato mercoledì, al termine dell'incontro con la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, che "non è il caso di bloccare i ristorni dei frontalieri", giacché le trattative fiscali in corso con l'Italia si trovano in una fase avanzata e hanno buone prospettive di riuscita.

In un comunicato, la deputazione sottolinea che "i negoziatori hanno buone ragioni per essere fiduciosi di poter concludere i negoziati al più tardi entro la fine della primavera 2015".

Ragion per cui, i deputati ticinesi sono dell'avviso che su tali basi e in relazione alle rassicurazioni ricevute dal Governo federale, un blocco, totale o parziale, dei ristorni nel giugno di quest'anno sarebbe un segnale controproducente. Una lettera in tal senso sarà redatta e trasmessa in tempi brevissimi all'attenzione del Consiglio di Stato a Bellinzona.

Fabio Regazzi, presidente della deputazione, ha ricordato che "un blocco dei ristorni dei frontalieri in questo momento sarebbe pregiudizievole per le trattative fiscali in corso con l'Italia". Dal canto suo, per la prima volta, la ministra delle finanze si è detta disposta a studiare l'eventuale adozione di misure unilaterali, qualora entro la fine della primavera 2015 non si dovesse giungere ad un accordo con Roma.

Red. MM/EnCa/bin

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