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'Ndrangheta: morte accidentale di un notaio svizzero

Era il 5 dicembre del 2011, quando avvenne la misteriosa morte dell'avvocato luganese Daniele Borelli. La denuncia della madre: ombra dell'ndrangheta sulla piazza finanziaria ticinese

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 maggio 2016 - 18:06

Dalla Calabria a Lugano, la ricostruzione di una complessa inchiesta antimafia, tra affari, dubbi e morti misteriose.

Il 5 dicembre del 2011 venne trovato impiccato nel suo appartamento di Lugano, l'avvocato e notaio Daniele Borelli. Il suo nome, da pochi giorni, era comparso in un'inchiesta milanese nell'ambito di un grosso giro di riciclaggio di denaro dell'ndrangheta sulla piazza finanziara ticinese. Fatti e circostanze che sollevarono qualche dubbio sul suo suicidio, ma netta ne uscì l'ombra della crimininalità organizzata calabrese sul mercato finanziario di Lugano.

Falò propone un'inchiesta che ricostruisce l'intera filiera criminale, partendo da Lugano a ritroso verso la Calabria (e ritorno), per capire cosa abbia portato a quella morte che aveva suscitato molto sconcerto e quale rapporto ci sia con l'ndrangheta.

E' in corso in Italia un'attività di contrasto, ossia quella della confisca dei beni delle famiglie mafiose a beneficio della società. In applicazione della legge 109, vengono infatti ritirati i beni immobili e vengono rimessi a disposizione della comunità.

Nel filmato precedente si è parlato della famiglia Gallico e della famiglia di Vigevano Valle Lampada. Maria Roselli e Marco Tagliabue sono andati a vedere come funziona l'operazione di contrasto dei sequestri dei beni mafiosi a riguardo proprio di queste due famiglie.

Ospite della puntata Nando dalla Chiesa, figlio del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa (assasinato da Cosa Nostra nel 1982 insieme alla moglie), professore di sociologia, deputato, uomo politico e anche Presidente onorario di Libera, l'associazione contro le mafie fondata da don Luigi Ciotti.

Gobbs

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