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"Favorevole a bloccare i ristorni ma la ragion di Stato..."

(keystone)

Lorenzo Quadri resta un fautore del blocco dei ristorni ma il direttore del Mattino della Domenica nonché consigliere nazionale della Lega è pronto a dare un'ultima chance al Consiglio federale

"I dettagli sono coperti dall'obbligo di riservatezza. In generale, per la prima volta, la consigliera federale ha dovuto prendere l'impegno di agire unilateralmente nei confronti dell'Italia se nemmeno questa volta si giungerà all'esito auspicato nella tempistica indicata." Con questa motivazione il consigliere nazionale Lorenzo Quadri spiega il perché della posizione della deputazione ticinese alle Camere federali che si è espressa recentemente contro un eventuale blocco dei ristorni. E questo dopo aver incontro la Consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf.

Tutti con Widmer-Schlumpf

Dunque tutti, compresi quindi i parlamentari di Lega dei ticinesi e UDC - particolarmente critici nei confronti della consigliera federale e favorevoli al blocco - si sono detti soddisfatti dalle spiegazioni di Widmer-Schlumpf. Nonostante ciò Lorenzo Quadri resta comunque di principio favorevole a un blocco dei ristorni: "- ci risponde - ma potrebbe esserci il rischio di pregiudicare l'esito di trattative in stadio avanzato, facendolo ora: questo argomento ha, malgrado tutto, una certa plausibilità. Dovesse emergere prima di fine giugno che le trattative non sono ad uno stadio così avanzato come è stato indicato alla deputazione, o che, contrariamente a quanto detto alla deputazione, il Consiglio federale non è pronto a prendere dei provvedimenti unilaterali nei confronti dell'Italia – come ad esempio la denuncia della Convenzione sui ristorni dei frontalieri con l'Italia - in caso di decorrenza infruttuosa del termine della primavera 2015, tornerei a sostenere il blocco dei ristorni già a fine giugno."

Come spiegare ai leghisti?

Insomma, si tratta del male minore per un bene maggiore, una presa di posizione dettata dalla ragion di stato...ma come spiegarlo da leghista ai leghisti favorevoli al blocco dei ristorni? La risposta è già contenuta nella domanda - risponde Quadri - ammesso che quanto indicato alla Deputazione sia fedefacente, è immaginabile dare un'ultima chance al Consiglio federale per "portare a casa" qualcosa dopo anni di vane promesse. Ma è una valutazione personale: si potrebbe dunque anche giungere alla conclusione contraria, ossia che le vane promesse sono state troppe, e che il Consiglio federale ha perso il treno."

Sensibilizzare i consiglieri di stato ticinesi

Come noto, da molti fronti si è spinto nelle scorse settimane per sollecitare un nuovo blocco dei ristorni, dopo quello del 2011. Dopo l'incontro con la Consigliera federale Widmer-Schlumpf, la Deputazione ha inoltre deciso di inviare una lettera con la quale si chiederà al Governo di esaminare con attenzione la questione, e che sarà accompagnata da un'opera di sensibilizzazione dei deputati nei confronti dei "loro" consiglieri di stato: "Tutti i membri della Deputazione ticinese alle camere federali hanno accettato di sottoscrivere la lettera al Consiglio di Stato - ammette Quadri -ma, evidentemente, con gradi di convinzione molto diversi. Ho spiegato ai Consiglieri di Stato leghisti i motivi che mi hanno spinto, con parecchio scetticismo, a dare quest'ultimissima chance al Consiglio federale. Non intendo fare altra opera di persuasione. A quanto mi consta, il Consiglio di Stato incontrerà prossimamente a Berna Widmer-Schlumpf e potrà sentirne le argomentazioni. Se Zali e Gobbi non se saranno persuasi, avranno ragione a votare il blocco dei ristorni a fine mese."

Una posizione scomoda

Una posizione anche un poco delicata quella di Lorenzo Quadri. Da un lato direttore del Mattino della domenica che puntualmente chiede il blocco dei ristorni e dall'altra consigliere nazionale che sottoscrive una lettera contro questo blocco... "La posizione dei due Consiglieri nazionali della Lega - risponde Lorenzo Quadri -non impegna il Mattino della domenica. Un cambiamento della linea del Mattino non è mai stato in discussione."

In definitiva ora tutti, a Berna e Bellinzona, sembrano sentirsi rassicurati dalla consigliera federale e tendono a privilegiare gli interessi superiori della Confederazione, contando sul fatto che quelli ticinesi non saranno dimenticati.

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