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"Faremo chiarezza sullo studio sui frontalieri"

A dirlo Christian Vitta, Consigliere di stato ticinese intervenuto per i 20 anni dell'outlet di Mendrisio che impiega 1200 lavoratori di cui più dell'80% frontalieri

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 novembre 2015 - 10:50

Fa ancora discutere lo studio sui frontalieri, divulgato mezzo stampa, dell'Istituto di ricerche economiche dell'Università della Svizzera italiana. Secondo alcune conclusioni di questo studio, i lavoratori frontalieri non causerebbero effetti al tasso di disoccupazione in Ticino e in Svizzera e non ci sarebbe il fenomeno della sostituzione della manodopera locale con i frontalieri.

Queste conclusioni, occorre dire parziali dello studio, hanno suscitato numerose reazioni e polemiche in Ticino (vedi gli articoli correlati qui a fianco). Politici, imprenditori, ma anche gente comune, non hanno perso l'occasione per commentare, in negativo, la notizia.

Una cosa è certa. Lo studio non è concluso e non doveva essere divulgato: il committente, l'Ufficio presidenziale del Granconsiglio ticinese, ha infatti chiesto nuovi approfondimenti, ponendo una serie di interrogativi che gli autori dello studio ora dovranno dare una risposta.

Nel frattempo il Dipartimento delle finanze e dell'economia cantonale, diretto dal Consigliere di stato Christian Vitta, ha promosso una "tavolo di lavoro" sul futuro economico del Canton Ticino, dove le tematiche legate ai frontalieri saranno discusse a fondo.

E proprio Christian Vitta, economista di formazione e studioso dei fenomeni transfrontalieri, ha ammesso che il mercato del lavoro ticinese è particolarmente sotto pressione. E questo a partire dal 2008 quando, a causa della crisi finanziaria, il tasso di disoccupazione nel nord Italia ha superato quello del Canton Ticino. Come logica conseguenza, molti lavoratori hanno cercato e trovato lavoro oltre confine. In Ticino.

E noi lo abbiamo incontrato a Mendrisio dove ha partecipato ai festeggiamenti dell'outlet Foxtown. Un'importante realtà imprenditoriale presente a Mendrisio da 20 anni e che oggi impiega 1200 collaboratori, quasi tutti frontalieri.

red

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