Proteste nell'ex colonia britannica Università di Hong Kong sotto assedio

incendio davanti a un edificio

A Hong Kong è stata una notte di fuoco.

Copyright 2019 The Associated Press. All Rights Reserved


La tensione nell'ex colonia britannica è sempre alle stelle. Alcune decine di studenti, assediati dalla polizia in un campus che avevano occupato, sono riuscite a fuggire, ma molti altri restano all'interno dell'edificio.

Scontri violenti, centinaia di arresti, una quarantina di feriti… a Hong Kong la situazione sembra sempre più sfuggire di mano.

I manifestanti arroccati nell'Università politecnica, attuale bastione della contestazione, hanno appiccato il fuoco a una parte dello stabile per cercare di fermare l'assalto della polizia.

Alcuni di loro sarebbero riusciti a scappare, mentre altri – non si sa quanti – sono ancora asserragliati all'interno dell'ateneo.

Le forze dell'ordine hanno minacciato di far uso di "pallottole reali" per far fronte alle "armi letali" dei dimostranti radicali. Questi ultimi hanno lanciato delle pietre e dei cocktail molotov contro gli agenti.


Soldati cinesi per le strade

La protesta in corso nell'ex colonia britannica da ormai più di cinque mesi è entrata la scorsa settimana in una fase molto più radicale e violenta. L'esecutivo di Hong Kong, allineato a Pechino, ha respinto le richieste dei manifestanti, che chiedono in particolare il suffragio universale e un'indagine sulle presunte violenze della polizia.  

La Cina ha ripetutamente avvertito che non tollererà il dissenso. E la preoccupazione per un possibile intervento cresce.

Questo fine settimana i soldati dell'esercito cinese, presenti a Hong Kong dal ritorno sotto l'autorità di Pechino dell'ex colonia nel 1997, hanno lasciato la loro caserma per sgombrare alcune strade dalle barricate. Un evento estremamente raro che ha ulteriormente alimentato l'ipotesi di un'operazione militare.

E lunedì l'ambasciatore cinese nel Regno Unito ha dato ulteriore credito a questa opzione. "Il governo di Hong Kong sta facendo tutto il possibile per riprendere il controllo della situazione", ha detto Liu Xiaoming in una conferenza stampa. "Ma se diventasse incontrollabile, il governo centrale non rimarrebbe certamente inattivo. Abbiamo la determinazione e il potere per porre fine ai disordini".

 

Parole chiave