Edilizia in sciopero, si parte dal Ticino
La protesta nazionale dei lavoratori del settore edile è scattata oggi dal Ticino. Oltre 3000 operai hanno interrotto il lavoro e si sono riuniti in assemblea generale a Bellinzona per rivendicare i loro diritti, tra cui il prepensionamento a 60 anni.
Nel settore dell’edilizia il contratto nazionale mantello scade a fine anno. Le trattative per il suo rinnovo sono a un punto morto e promettono di sfociare in un nuovo “autunno caldo”. Da una parte c’è la volontà dei sindacati di mantenere il prepensionamento a 60 anni. Dall’altra quella del padronato di strappare concessioni in materia di flessibilità del lavoro (e dei salari…).
Ma i lavoratori sono scesi in piazza per lottare anche contro il dumping salariale e l’allungamento delle giornate lavorative. “Dopo un anno circa di blocco delle trattative e di ricatti, i lavoratori ne hanno abbastanza”, hanno affermato lunedì i sindacati Unia, Syna e OCST in un comunicato congiunto.
“Gli impresari costruttori si sono rifiutati per nove mesi di negoziare il prepensionamento a 60 anni e ora utilizzano diverse forme di pressione. Non è quindi sorprendente che gli operai siano in collera”, ha dichiarato il responsabile del settore edile presso Unia, Dario Cadenazzi, citato nella nota.
I sindacati hanno ricordato che trattative erano state condotte quest’estate per garantire il prepensionamento a 60 anni e che una soluzione in tal senso era stata trovata. “Ma ora gli imprenditori stanno sviluppando forme repressive sui cantieri: subordinano soluzioni sul prepensionamento e sugli aumenti salariali all’accettazione di peggioramenti contrattuali”, hanno rilevato Unia, Syna e OCST.
Martedì a Ginevra
Questo stravolgimento del Contratto nazionale collettivo dell’edilizia porterà, secondo i sindacati, a un allungamento delle giornate lavorative e a riduzioni “massicce” dei salari. Inoltre, sarà pure favorito il dumping salariale da parte di imprese estere.
“I lavoratori sono pronti a battersi per difendere i loro diritti. Gli impresari costruttori devono abbandonare le loro esigenze inumane e negoziare soluzioni”, ha dichiarato il segretario regionale OCST Sopraceneri, Paolo Locatelli.
L’azione di protesta condotta oggi a Bellinzona è “solo l’inizio di un autunno che si preannuncia caldo” sui cantieri, hanno avvertito i sindacati. Il secondo appuntamento di agitazione si terrà domani a Ginevra, dove i lavoratori del cantone hanno deciso di incrociare le braccia durante tutta la giornata.
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