profughi L'aereo che cerca i migranti

Di Daniele Sala, Rsinews
RSI-SWI

Il suo nome è Moonbird e da giugno 2020 ha effettuato 47 missioni avvistando 2400 persone in mare. A pilotarlo c'è anche Pascal Stadelmann.

Volano per sei, sette ore, di cui cinque passate a scandagliare il mare: a 500 metri di altitudine coprono un’area vasta quanto il Belgio, a 40 miglia nautiche dalla Libia. Dal 2017 Sea-WatchLink esterno, grazie al sostegno della Chiesa Evangelica tedesca, ha potuto affiancare alle navi attrezzate al soccorso in mare anche l'ultra leggero Moonbird e il bimotore Seabird.Link esterno

Dopo un contestato stop dell’Enac, l'ente italiano per l'aviazione civile, a dicembre i volontari di Sea-Watch e della ong svizzera Humanitarian Pilot Initiative Link esterno(HPI) sono tornati a volare. Dalla primavera del 2020, decollano dall’isola siciliana di Lampedusa, da quando Malta ha negato loro l’accesso.

profughi in mare in attesa dei soccorsi
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Dal 2013 sono morte oltre 20mila persone tentando di attraversare il Mediteranno. 4mila solo nei primi sei mesi del 2020.  Da giugno Moonbird ha effettuato 47 missioni e avvistato 2600 persone in pericolo, avvisando le autorità che dovrebbero coordinare i soccorsi: “Ma spesso veniamo ignorati”, dice Pascal Stadelmann, che lavora come pilota di linea per la Swiss e usa i suoi giorni di ferie per partecipare alle missioni della ong.

(N.d.R. Questo reportage fa parte di un progetto più ampio supportato da IJ4EU Link esternoper investigare la militarizzazione dei confini europei, a cui lavora un team di sei giornalisti e ricercatori europei: Vera Deleja-Hotko, Ann Esswein, Luisa Izuzquiza, Bartholomäus von Laffert, Daniela Sala e Phevos Simeonidis)


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