procura di genova Venti indagati per il crollo del Ponte Morandi


Dopo tre settimane di accese polemiche inizia a concretizzarsi il lavoro degli inquirenti che hanno individuato venti indagati per il crollo del Ponte Morandi sull'A10 a Genova lo scorso 14 agosto in cui sono morte 43 persone. 

Tra i nomi iscritti nel registro della procura di Genova figurano rappresentanti di Autostrade per l'Italia, del Ministero delle infrastrutture e del provveditorato opere pubbliche ai quali nei prossimi giorni saranno notificati gli avvisi di garanzia.

Si tratta di dirigenti e funzionari delle società e degli enti coinvolti più o meno direttamente nella vicenda. La procura ha precisato che la Spea Engineering, società controllata da Autostrade, non è tra i soggetti sotto inchiesta.

I magistrati ipotizzano in questa vicenda la commissione di vari reati, tra i quali disastro colposo, omicidio colposo stradale plurimo e omicidio colposo aggravato dalle violazioni delle norme anti infortunistiche.

Il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi, che ha confermato la notizia, ha aggiunto che a breve sarà chiesto l'incidente probatorio poiché vi è "la necessità di effettuare un atto garantito" nei confronti degli indagati.

"Quella dell'omicidio stradale – ha precisato sempre il magistrato - è un'ipotesi di lavoro in una fase iniziale di indagini, ed è basata sull'assunto che la sicurezza stradale non comprende soltanto il rispetto dei comportamenti che prescrive il codice della strada nella circolazione stradale ma anche il rispetto delle regole di sicurezza delle infrastrutture su cui i conducenti viaggiano".

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