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Erdogan contro il Blick, "Non siamo una dittatura"

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Mentre Ue e NATO invitano alla calma, nell’acceso confronto diplomatico tra Turchia e Paesi Bassi, il presidente Erdogan ha accusato pubblicamente lunedì sera anche il quotidiano zurighese Blick, che nell’edizione di ieri ha lanciato un appello ai turchi residenti in Svizzera affinché il 16 aprile votino contro la riforma costituzionale in Patria. Ankara, intanto, minaccia di far saltare l’accordo con l’Europa sui migranti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 marzo 2017 - 16:20
tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 14.03.2017)

In prima serata, sul canale televisivo progovernativo A Haber, il presidente turco mostra alle telecamere la prima pagina del Blick. “Sono contento che i giornalisti svizzeri stiano imparando il turco”, scherza. “Scrivono di opporsi alla dittatura di Erdogan, e hanno ragione. Infatti io non sono un dittatore, e questo significa che bisogna votare sì al referendum".

Ha infiammato molti animi l’appello del giornale, pubblicato in tedesco e turco, a bocciare la riforma che vuole dare più poteri a Erdogan. Un quotidiano ha trasformato in svastica la croce della bandiera elvetica. Poi la presa di posizione ufficiale dell'ambasciatore turco a Berna Müftüoglu: "inaccettabili le offese al nostro presidente, gli appelli faziosi del Blick non hanno niente a che vedere con la libertà di stampa, che il giornale si scusi ufficialmente".

Non accenna a placarsi, intanto, l'acceso confronto tra Paesi Bassi e Turchia, dopo il divieto di atterraggio a Rotterdam del ministro degli esteri turco e l'espulsione della ministra della famiglia. Dopo un fine settimana di aspri commenti, NATO e Unione europea hanno invitato entrambe le parti alla calma, ma Ankara minaccia ora anche di far saltare l’accordo sui migranti.


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