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Petrobras, Lula rinviato a giudizio

L'ex presidente brasiliano dovrà chiarire la sua posizione nella vicenda dei fondi neri; è accusato di tentata ostruzione

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 luglio 2016 - 15:09

L'ex presidente brasiliano Lula dovrà chiarire la sua posizione nello scandalo dei fondi neri della Petrobas davanti alla giustizia. La magistratura lo ha rinviato a giudizio per tentata ostruzione.

Un terremoto politico per il leader storico della sinistra brasiliana, a una settimana dalle Olimpiadi di Rio.

Lo scandalo che da mesi scuote i vertici del Brasile costringe adesso l'ex presidente operaio a rispondere davanti alla giusitzia. Luis Ignacio da Silva, eletto trionfalmente nel 2003 e che ha lasciato sette anni più tardi il potere ancora amatissimo, è stato rinviato a gudizio dalla magistratura per tentata ostruzione nella vicenda dei fondi neri versati dalla Petrobas, azienda leader nel paese, ai vertici del partito dei lavoratori partito fondato proprio da Lula.

Secondo l'accusa, l'ex presidente avrebbe cercato di comprare il silenzio dell'ex direttore del colosso petrolifero statale, Nestor Cervero, adesso diventato collaboratore di giustizia.

La vicenda che ha travolto i vertici del Brasile negli ultimi mesi torna in primo piano alla vigilia dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, mentre si aspetta di conoscere anche il destino del capo di Stato in carica -nonché delfina di Lula da Silva- Dilma Rousseff, sospesa dalle sue funzioni in attesa dell'esito del processo di impeachment.

Gli avvocati dell'ex presidente hanno detto che ha Lula ha già chiarito la sua posizione davanti al procuratore generale, e contro ai magistrati che stanno indagando hanno presentato un ricorso al Consiglio dei diritti umani dell'ONU.

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