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Osservatorio di Pavia Dove si veglia sul pluralismo politico

Nel 1994 in Italia Silvio Berlusconi, alla testa di tre delle sette emittenti televisive a diffusione nazionale, fonda il movimento "Forza Italia" e si candida per le elezioni politiche. Nasce così la questione della "Par Condicio", ovvero la necessità di garantire un'appropriata visibilità a tutti i partiti e movimenti politici. La RAI decide di creare l'Osservatorio di Pavia affinché vegliasse sul pluralismo politico nei media. Da allora i compiti dell'Osservatorio si sono moltiplicati in Italia e all'estero.

Un sistema dei media plurale è pilastro essenziale della democrazia, favorisce il confronto tra punti di vista diversi e rende possibile la visibilità dei molteplici attori politico e sociali che animano le società complesse. Così si può leggere sul sito dell’Osservatorio di PaviaLink esterno. Sin dalla sua nascita, si occupa della misurazione del livello di pluralismo nei media, attraverso una serie di monitoraggi del pluralismo politico e sociale a livello internazionale, nazionale e locale. Nato su impulso della RAI, su esplicita volontà dell'allora presidente, il professore Claudio Dematté, l'Osservatorio avrebbe dovuto vegliare sull'appropriata visibilità di politici e partiti politici nei diversi media in vista delle elezioni politiche del 1994, quando Silvio Berlusconi andò al potere per la prima volta.

I numeri dell'Osservatorio

20 ricercatori, in collaborazione con accademici e professionisti, 600.000 ore di televisione digitalizzate, 1.000.000 di notizie indicizzate, 100.000 soggetti monitorati.

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E ancora oggi, secondo il suo presidente, Andrea Caretta, il pluralismo politico nei media italiani esiste. Questo grazie al lavoro iniziale dell'Osservatorio e successivamente dalla nascita dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioniLink esterno, (1997) e dalla Par Condicio entrata in vigore nel 2000.

Il racconto nei media dei migranti

Non solo pluralismo politico nei media. Dal 2015 l’Osservatorio di Pavia collabora con la Carta di RomaLink esterno per la  realizzazione di un Report annuale sulla rappresentazione mediatica del fenomeno migratorio. Si tratta di tracciare le principali tendenze del racconto nei media in un periodo in cui l’immigrazione è stata al centro del dibattito istituzionale e politico Ne esce un'immagine spesso stereotipata ma raramente o quasi mai razzista.


La rete internazionale

Collaborazioni in più di 80 paesi con organizzazioni nazionali e internazionali. Servizi e consulenze per le missioni di osservazione elettorale di Unione Europea e OSCE

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Dall'Italia al mondo, tra osservazioni e formazione

Grazie al fatto che l'Italia "ha dovuto essere" la prima a dover affrontare il tema del pluralismo politico nei media, vista la discesa in campo di Silvio Berlusconi, l'Osservatorio di Pavia è stato un precursore di questo tipo di analisi. Cosî i suoi servizi sono stati richiesti anche all'estero.

Durante le numerose missioni svolte nei paesi di vari continenti, gli esperti dell’Osservatorio di Pavia hanno così contribuito al rafforzamento delle capacità locali in materia di analisi dei media, svolgendo regolarmente attività di formazione per il personale di istituzioni e di organizzazioni della società civile impegnate nella creazione di centri di monitoraggio.


La questione della visibilità delle donne

L'Osservatorio di Pavia ha allargato le sue attività anche in ambito della questione "Media e gender". Numerose sono le ricerche sulle donne nell’informazione. Queste dimostrano che le donne sono raramente interpellate dai media in qualità di esperte. Per ovviare a questa mancanza, l’Osservatorio di Pavia e l’associazione GiULiALink esterno. hanno pensato a una banca dati online, che inizia a raccogliere 100 nomi e CV di esperte nell’ambito delle Science, Technology, Engineering and Mathematics (STEM), un settore storicamente sotto-rappresentato dalle donne e al contempo strategico per lo sviluppo economico e sociale del nostro paese.

Il metodo

Analisi di scenario su tv, stampa e web e indagini approfondite sulla rappresentazione mediatica di temi e soggetti, attraverso l’integrazione di analisi quantitative e qualitative.

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Dall'osservazione ai rapporti

L’Osservatorio di Pavia effettua ogni giorno, da molti anni, l’indicizzazione dell’informazione televisiva. Ogni notizia è brevemente descritta, e classificata per aree e sotto-aree tematiche. Questo sforzo costante ha permesso di creare un vasto archivio, di facile consultazione. Inoltre buona parte dei rapporti in tutti gli ambiti di attività dell'Osservatorio possono essere consultati sul loro sito internetLink esterno.