
Oggi in Svizzera
Care lettrici e cari lettori,
essendo l’ultimo ostacolo prima del fine settimana, il venerdì è un giorno solitamente scarno di notizie. A livello nazionale, per ora, la tendenza non è stata smentita. A livello locale, tuttavia, non possiamo non rallegrarci qui a Lugano di due belle novità: una calcistica e una musicale. Malgrado le premesse pessimistiche e il dubbio degli organizzatori a rinunciarvi, è stato infatti annunciato il ritorno (in forma ridotta) di Estival Jazz, uno degli eventi musicali che per decenni ha rallegrato l’estate in città.
L’FC Lugano, ieri sera, ha poi battuto il Lucerna aggiudicandosi così la semifinale della Coppa Svizzera. Al fischio finale di una partita finita ai rigori, i tifosi si sono riversati sul campo a festeggiare i giocatori e l’allenatore Mattia Croci-Torti. Lo stadio Cornaredo è tornato a riempirsi come non accadeva da… mah, da tantissimo tempo! Un’atmosfera che ha scaldato i cuori anche dei meno appassionati. Ora non resta che aspettare la finale contro il San Gallo che si giocherà il 15 maggio a Berna. Vi lascio alle altre notizie di oggi.
Buona lettura!

Dopo oltre tre anni di lavori di manutenzione, il più grande acceleratore di particelle del mondo, che ha sede a Ginevra, viene rimesso in servizio.
Inizia infatti oggi la prima fase della riaccensione del Large Hadron Collider (LHC) dell’Organizzazione europea per la ricerca nucleare (CERN). L’LHC era in pausa dal dicembre 2018, uno stop necessario per rendere l’acceleratore ancora più potente che si è però prolungato a seguito della pandemia.
I due primi fasci di particelle verranno spediti oggi in direzioni opposte attraverso l’anello sotterraneo di 27 chilometri situato a cavallo della frontiera franco-svizzera. Questa prima fase sarà una sorta di rodaggio per calibrare e “ripulire” la macchina dalle impurità. Serviranno però dalle sei alle otto settimane prima che l’LHC torni a pieno regime. Solo a quel punto potranno nuovamente aver luogo le collisioni fra protoni fondamentali per rivelare importanti conoscenze sulle leggi dell’universo.
L’acceleratore di particelle permette di simulare quanto accaduto all’epoca della creazione dell’universo, circa 14 miliardi di anni fa. Durante le collisioni, gli scienziati osservano i processi di disintegrazione e acquisiscono informazioni sui più piccoli componenti della materia.
- La notizia della riaccensione riportata da LaRegioneCollegamento esterno.
- La conferma di Fabiola Gianotti alla testa del CERN.
- Il sito del CERNCollegamento esterno.

Circa 30 attivisti hanno bloccato stamane l’entrata dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) a Berna. L’azione è stata intrapresa per protestare contro l’aumento dei contributi svizzeri a Frontex, l’agenzia europea delle frontiere.
Sull’argomento i cittadini sono chiamati a votare il 15 maggio. I manifestanti, che in un comunicato si definiscono appartenenti a una libera alleanza, chiedono libertà di movimento per tutti. La chiusura delle frontiere europee deve secondo loro avere fine.
È a causa di queste chiusure che 24’000 persone sono morte dal 2014, affogate in mare, uccise al confine o togliendosi la vita. E queste sono solo le cifre ufficiali, si legge ancora nella nota.
I favorevoli a Frontex sono invece dell’opinione che la Svizzera debba partecipare alla sorveglianza delle frontiere esterne europee prendendosi le proprie responsabilità.
- La notizia odierna su TVS tvsvizzera.it.
- La pagina dell’Amministrazione federale che presenta il tema in votoCollegamento esterno.
- Il sito internet di FrontexCollegamento esterno.
- Voi come voterete il 15 maggio? Ditecelo rispondendo al sondaggio della SSR.

I principali attori svizzeri del settore della soia hanno deciso di non effettuare più importazioni dalla Russia per i mangimi. In questo modo si perde un’importante fonte di rifornimento, ma l’approvvigionamento non è in pericolo.
Nonostante il cambiamento si riuscirà a garantire anche la qualità e le importazioni avverranno principalmente in collaborazione con i Paesi vicini, si legge in un comunicato odierno di Rete svizzera per la soia, pubblicato in occasione dell’assemblea dei membri.
Nella nota viene ricordato come la pandemia di coronavirus, cattivi raccolti e la crisi in Ucraina abbiano spinto i prezzi verso l’alto. In marzo una tonnellata di farina di soia costava 800 euro, quando normalmente se ne spendono 350.
Ad ogni modo, nonostante le avversità dell’andamento dei prezzi, la scelta è stata fatta per una questione di responsabilità, viene precisato.
- A riportare i fatti il sito del Corriere del TicinoCollegamento esterno.
- Le pagine dedicate alla coltivazione della soia sul sito del GovernoCollegamento esterno e su quello del WWFCollegamento esterno.
- Un approfondimento di SWI swissinfo.ch sulla soia sostenibile in Svizzera.

La Svizzera non è interessante per i media russi, ma – sebbene in misura contenuta – essi sono comunque presenti. Come si posizionano rispetto alla guerra?
Nel nostro Paese vivono circa 70’000 persone che parlano russo. Inoltre, la Confederazione è plurilingue e la diaspora russa, a cui appartengono anche i bielorussi, gli ucraini, gli ebrei, i georgiani o gli armeni, è disseminata un po’ ovunque. I progetti editoriali russi non vengono però sostenuti finanziariamente da oligarchi russi né dalle autorità elvetiche.
Chi dalla Russia emigra in Svizzera è di solito altamente qualificato e per questo motivo non è necessariamente interessato a un media pensato per la diaspora russofona. È quindi molto difficile lanciare progetti mediatici russi nella Confederazione. Tuttavia ce ne sono alcuni che si differenziano l’uno dall’altro per quanto riguarda il profilo e la politica redazionale.
Abbiamo contattato quattro media che pubblicano in russo per conoscere i loro obiettivi giornalistici. Tre hanno risposto alle nostre domande.
- L’articolo di SWI swissinfo.ch.
- La pagina di SWI swissinfo.ch che pubblica contenuti in lingua russa.
- Un recente approfondimento sulla neutralità svizzera.

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