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Oggi in Svizzera

Care lettrici e cari lettori, 

In questi giorni nel Cantone in cui vivo ha tenuto banco la notizia di un presunto tentativo di rapimento di alcune bambine in una scuola elementare. Immediatamente avvertita, la polizia ha subito iniziato a fare gli accertamenti del caso, esortando nello stesso tempo l'opinione pubblica a non divulgare informazioni non verificate sulle reti sociali.

Fatica sprecata. Su Facebook & Co. è immediatamente partito il tam-tam di voci e congetture, con persone che condividevano addirittura la segnalazione del presunto sospetto. Una segnalazione inventata di sana pianta. Così come si è rivelata inventata di sana pianta la storia del presunto tentativo di rapimento. I bambini - ha comunicato oggi la polizia - hanno ammesso di essersi inventato tutto. Un gioco che sarebbe potuto ulteriormente sfuggire di mano se in questi ultimi giorni qualcuno al volante di una "Tesla blu immatricolata nel Canton Vaud, con gli occhi chiari, i capelli castani corti e la barba di colore nero" (questa una delle descrizioni del sospetto circolate su Facebook) si fosse trovato per caso nei pressi della scuola.

Forse, prima di pubblicare qualcosa sulle reti sociali dovremmo tutti prendere esempio dal Don Gesualdo di Giovanni Verga, "uomo avvezzo a muovere sette volte la lingua in bocca prima di lasciarsi scappare una minchioneria".

Vi lascio ora alla lettura di alcune delle notizie del giorno.

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Keystone / Frank Rumpenhorst

La notizia era stata anticipata venerdì dal ministro della sanità Alain Berset e oggi è giunta la conferma: la vaccinazione di richiamo è raccomandata dopo quattro mesi e non più dopo sei.

Il cambio di rotta è stato deciso dopo l’analisi dei primi dati disponibili sulla nuova variante Omicron del Sars-CoV-2, i quali indicano che la protezione è “nettamente inferiore” e “diminuisce più rapidamente che in caso di variante Delta”, scrive l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).

La riduzione dell’intervallo – prosegue l’UFSP – è importante soprattutto per le persone anziane, che possono così proteggersi da decorsi gravi e ospedalizzazioni“. La variante Omicron rappresenta per ora circa il 7% dei nuovi casi in Svizzera, stando agli ultimi dati. Rispetto a qualche giorno fa è però in forte progressione.

Intanto, per venire in aiuto alle strutture sanitarie l’esercito ha dispiegato altri 120 militari, che dal 27 dicembre andranno ad aggiungersi ai 90 già impiegati nei Cantoni Giura, Vallese, Neuchâtel e Friburgo.

timbro
© Keystone / Christian Beutler

Il 13 febbraio prossimo l’elettorato svizzero si pronuncerà sull’abolizione della tassa di bollo. Un vantaggio per l’economia, sostiene il Governo, che ha lanciato oggi la campagna. Un nuovo regalo alle imprese e alle società finanziarie, replica la sinistra, all’origine del referendum.

La tassa di bollo viene prelevata quando una società lancia una raccolta di capitali, quando viene fondata o quando decide un incremento di capitale. Ammonta all’1% dei fondi raccolti che superano il milione di franchi e di regola le piccole aziende non la pagano.

Per il Governo e la maggioranza del Parlamento, che ha sostenuto il progetto di soppressione della tassa, questo tributo è un relitto del passato e rappresenta un chiaro svantaggio per la piazza economica svizzera. Un parere ribadito martedì dal ministro delle finanze Ueli Maurer, che ha lanciato la campagna referendaria in vista della votazione del 13 febbraio. Secondo Maurer, l’abolizione della tassa, che porta nelle casse dello Stato in media circa 250 milioni di franchi, avrà un effetto positivo sulla crescita economica e sull’occupazione, poiché favorirà l’arrivo di nuove imprese, che generano posti di lavoro solitamente ben remunerati.

Di tutt’altra opinione i promotori del referendum, che parlano di un regalo alle grandi imprese che svuoterebbe le casse pubbliche in un momento in cui la crisi pandemica ha portato a un enorme aumento delle spese. Secondo il comitato referendario, solo una cinquantina di multinazionali, compagnie assicurative e banche sono toccate dall’abolizione della tassa di bollo, mentre le piccole e medie imprese non traggono alcun giovamento dalla modifica legislativa.

persone in un ufficio
© Keystone / Christian Beutler

La pandemia non sembra per ora avere avuto ripercussioni sull’aiuto sociale: nel 2020 la proporzione di persone che dipendono da questo tipo di sostegno è rimasta invariata.

La quota di aiuto sociale in Svizzera è rimasta stabile al 3,2% tra il 2019 e il 2020. Le persone che hanno percepito almeno una volta una prestazione sono state 272’100, stando ai dati diramati martedì dall’Ufficio federale di statistica.

Le chiusure imposte l’anno scorso a causa della pandemia hanno avuto un impatto importante sull’economia e di riflesso sull’occupazione. Tuttavia, i provvedimenti adottati dalla Confederazione e dai Cantoni per ammortizzare le conseguenze economiche del Covid hanno fatto sì che la crescita del numero di persone rimaste senza lavoro non andasse ad impattare sull’aiuto sociale, l’ultima rete di sicurezza offerta dal sistema di previdenza.

Misure come la promozione del lavoro ridotto, il sostegno offerto tramite l’indennità di perdita di guadagno, il prolungamento della durata massima del diritto all’indennità di disoccupazione o ancora l’indennità per i casi di rigore e gli aiuti alle imprese sotto forma di liquidità hanno quindi permesso di attutire considerevolmente l’impatto della crisi.

poliziotti in una stazione
Keystone / Urs Flueeler

La stazione ferroviaria di Lucerna paralizzata per quattro ore a causa dell’esplosione di un bancomat.

Poco dopo le 3.00 di martedì mattina, quattro uomini hanno fatto saltare in aria un bancomat nei pressi dei binari della stazione centrale di Lucerna, che per motivi di sicurezza è stata chiusa fin verso le 7.00.

I quattro delinquenti hanno avuto una zuffa con due addetti alla sorveglianza. Uno di questi ultimi è rimasto ferito alla spalla ed è stato portato in ospedale. Gli autori dell’attacco sono poi fuggiti a bordo di due scooter. La polizia ha indicato che non è ancora possibile dare notizie in merito a un eventuale bottino e alla stima dei danni.

Assalti del genere avvengono spesso negli ultimi tempi in Svizzera. Solo una settimana fa, a Novazzano, in Ticino, ne era stato fatto saltare in aria uno. In novembre e in ottobre erano stati segnalati altri episodi simili nei Cantoni Argovia, Vallese e Basilea Campagna.

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