La televisione svizzera per l’Italia
auto attorniata da persone con bandiere giurassiane

Oggi in Svizzera

Cari lettori,

Questo fine settimana qui a nord delle Alpi è veramente scoppiata la primavera. Durante una lunga passeggiata nelle bellissime gole di un torrente, ho incrociato frotte di persone sorridenti che facevano picnic ammirando il fragoroso incedere delle acque. Poi, avvicinandosi al lago, d'un colpo il fiume si è calmato.

Forse un segnale di buon auspicio dopo il rigido (non tanto dal punto di vista meteorologico) inverno che si è appena concluso.

Potremmo ancora discorrere a lungo di fiumi, visto il numero di corsi d'acqua in Svizzera. Magari più in là, quando la temperatura sarà più propizia per un bagno nelle fresche acque di un torrente. Oggi vi parlo prima di tutto di una città che domenica ha deciso di legare il suo destino a quello di un altro Cantone.

Buona lettura!

auto attorniata da persone con bandiere giurassiane
Keystone / Anthony Anex

Questa volta la cosiddetta questione giurassiana dovrebbe essere arrivata ai titoli di coda: i cittadini e le cittadine di Moutier hanno infatti accettato domenica di staccarsi da Berna e raggiungere il Canton Giura.

Tre anni fa la votazione, che si era giocata per pochi voti (137 per la precisione), era stata annullata per presunti brogli. Questa volta, invece, il margine è tale che il risultato non dovrebbe essere contestato. I ‘sì’ alla separazione sono stati 2’114, mentre i contrari 1’740.

Lo scrutinio dovrebbe mettere la parola fine a una contesa iniziata decenni fa, con la creazione del Canton Giura. Nel 1974, la maggioranza dei giurassiani aveva deciso di separarsi da Berna per creare un nuovo Cantone. I quattro distretti del Giura meridionale, dove si trova Moutier, avevano invece scelto di rimanere fedeli a Berna. Col passare degli anni, a Moutier l’equilibrio delle forze in campo si è però spostato verso i filo-giurassiani (che nella foto sopra festeggiano) e le richieste per un’adesione al Giura si sono fatte via via più insistenti. Fino al voto di ieri, che ha sancito definitivamente il passaggio di cantone.

facciata di un edificio del credit suisse
Keystone / Gaetan Bally

Il Credit Suisse (e parte della finanza mondiale) nella tormenta per i timori di un tracollo di Archegos Capital Management, un fondo speculativo statunitense.

L’istituto svizzero ha comunicato lunedì di aver riportato “perdite molto significative” derivanti dall’esposizione a un hedge fund americano. Il titolo della banca elvetica ha registrato una perdita di quasi il 15% nelle prime ore di contrattazione alla Borsa svizzera.

Credit Suisse non cita il nome del fondo d’investimento, ma secondo i media economici internazionali si tratterebbe di Archegos Capital Management. Questo fondo sarebbe stato costretto dai creditori a sbarazzarsi di azioni per volumi enormi: venti miliardi di dollari stando a Bloomberg e addirittura trenta secondo il Wall Street Journal.

La banca svizzera non è l’unica coinvolta: in Giappone, la Nomura ha pure parlato di un “evento” negli USA che ha causato un’ingente perdita.

Roger Federer
Keystone / Mark Dadswell

Svizzera Turismo può ora contare su Roger Federer e la sua immagine per rilanciare il settore nella Confederazione e soprattutto all’estero.

Se vi è un personaggio che fa l’unanimità o quasi, questo è Roger Federer. Svizzera Turismo non poteva quindi aspirare a un ambasciatore migliore per promuovere l’immagine del paese in un momento in cui il settore attraversa la più grave crisi dalla Seconda Guerra mondiale.

“Mi sono sempre visto come un rappresentante della Svizzera. Ogni volta che scendo in campo, rappresento il mio paese. Il mio impegno costituisce quindi un passo logico“, ha spiegato Federer, dicendosi “fiero” del suo compito.

manifestanti pro democrazia in myanmar
Keystone / Andy Rain

Il colpo di Stato in Myanmar pone di fronte a un dilemma gli Stati che finanziano l’aiuto allo sviluppo: bloccare le sovvenzioni, abbandonando chi ne ha bisogno al suo destino, oppure continuare a sostenere progetti, correndo il rischio di favorire chi ha preso il potere?

Il problema non è nuovo e si è posto più volte negli ultimi anni. Nel caso del Myanmar, la Svizzera – al pari dell’Unione Europea – ha congelato i suoi versamenti. Tuttavia, non esiste nessuna base legale che definisce chiaramente quando bisogna sospendere l’aiuto allo sviluppo. Il Governo svizzero decide come meglio crede.

Interrompere questi aiuti può – secondo alcuni – mettere parzialmente sotto pressione un governo, favorendo un cambiamento nella giusta direzione.

Per altri, invece, si penalizzano ingiustamente la popolazione e le organizzazioni non governative locali, con le quali la Confederazione di norma collabora. Vi è infine un altro aspetto: la maggior parte dei Paesi destinatari dell’aiuto allo sviluppo hanno problemi in termini di Stato di diritto e democrazia. A che altezza bisogna quindi porre l’asticella?

Articoli più popolari

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR