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Occorre un confronto politico con l'Ue

Per il vicepresidente della Commissione europea Maros Sefcovic, la Svizzera non deve solo versare il secondo miliardo di coesione all'Ue, ma deve anche contribuire al bilancio dell’Unione europea (Ue) per il futuro. Afp Or Licensors

Batti e ribatti tra il presidente della Confederazione Guy Parmelin e il vicepresidente della Commissione europea Maros Sefcovic sui contributi della Svizzera all'Ue.

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 settembre 2021 - 20:52
tvsvizzera.it/fra

“Necessitiamo di un confronto politico, ma l’Unione europea non può paragonare quanto pagato da Svizzera e Norvegia”. Lo ha dichiarato il presidente della Confederazione Guy Parmelin dalla Missione svizzera all’ONU, a New York, in risposta alle dichiarazioni di Maros Sefcovic.

Il vicepresidente della Commissione europea martedì sera a Bruxelles aveva dichiarato che la Confederazione “non deve solo versare il secondo miliardo di coesione, ma bisognerà mettersi d'accordo su un meccanismo di contribuzione elvetico al bilancio dell’Unione europea (Ue) per il futuro”, ricordando che Oslo versa contributi regolari.

“Sono venuto a conoscenza di queste dichiarazioni dalla stampa – ha spiegato Parmelin, che si trova negli Stati Uniti per partecipare all’Assemblea generale delle Nazioni Unite –, non parlerò a nome del Consiglio federale, ma tengo a sottolineare la necessità di un confronto politico. Quando si parla di contributi, bisogna parlare la stessa lingua: c’è il contributo di coesione, ma se l’Ue vuole paragonarci alla Norvegia, bisogna ricordare che la Svizzera ha investito da sola svariati miliardi di franchi per le trasversali alpine (circa 20 miliardi in 20 anni, ndr.), mentre Oslo in quest’ambito non ha investito un solo franco”.

Questi aspetti e il fatto che la Svizzera ha accordi per oltre 20 miliardi a favore dell’UE “devono essere discussi in maniera globale, e la discussione deve avvenire a livello politico. È quindi necessario che queste discussioni avvengano tra la Commissione europea e il Dipartimento federale degli affari esteri, in modo che si possa mettere tutto sullo stesso tavolo”, ha concluso il presidente della Confederazione, parlando ai giornalisti.

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